Una vita a foglietti

A casa di Lola

cavaCava 29/11/2016

La strada è quasi deserta, la serata è gelida, il vento non ha concesso molta tregua e chi può, se ne sta al calduccio in casa; in questa solitudine vedo, dall’altra parte della strada una persona che parcheggia, è Kevin Capece e so che siamo diretti allo stesso posto: casa di Lola.

Quando saliamo troviamo Carmen Guarino e una sua amica ad aspettarci, e la conversazione diventa interessante da subito, perché tocca l’argomento dell’anno: il referendum. Non vi dico il pensiero di ognuno per rispetto della privacy, anche se oggi va di moda dire ciò che si fa, non sempre quello che realmente si pensa…, ma sappiate che chi vuole ragionare trova validi motivi per difendere la sua posizione.

Intanto arriva la preside Persiano, quella che io definisco”la regina delle citazioni”; Elvira ci saluta quando ha finito il turno con Lola e completa l’allegra brigata Franco Bruno. Emma fa una capatina dalla cucina dove di sicuro sta preparando le famose delizie su indicazioni di Lola.

Scopriamo che Luca Guardabascio, il regista del corto dedicato a Lola, non verrà per motivi familiari, ma l’argomento della serata ruota proprio intorno a questo lavoro.

Ci spostiamo da Lola finalmente e ci accomodiamo con lei. Noi mangiamo e parliamo, lei ascolta e interviene. Si, avete letto bene: perché non c’è cosa che si faccia in quella casa e anche molto fuori, a cui lei non partecipi.

Ci siamo incontrati dunque per organizzare una proiezione del corto al Comune di Cava, perché finora è stato visto solo a Salerno e questa lacuna va colmata. Ma una scelta del genere comporta tutta una serie di considerazioni, che cercherò di riportare con ordine.

Il 3 dicembre è la Giornata mondiale della disabilità per cui ci starebbe benissimo un intervento del genere, ma mancano pochi giorni a quella data e tra l’altro coincide con diverse cose: è il sabato che precede il referendum già citato, le scuole saranno chiuse, Luca Guardabascio sarà assente.

Cosa fare? Autilia Avagliano, assessore alle politiche sociali del nostro comune, dovrebbe fissare una data, possibilmente entro il 10 di gennaio, nella quale far convogliare personalità locali e soprattutto scuole. Ai ragazzi servono messaggi che affrontino la realtà, anche quella dura della malattia, soprattutto se gli si può dimostrare che la vita è fatta di tante cose oltre il corpo. E la signora Persiano sottolinea che, colui che avrà il compito di relazionarsi con i ragazzi, dovrà avere delle qualità specifiche, altrimenti il messaggio potrebbe non arrivare in maniera corretta e il tutto risultare inutile.

Ecco, diciamo che il succo del discorso si potrebbe concentrare in queste poche righe, ma voi non avete idea di quante altre cose sono state dette per arrivare fino a qui.

Cava vanta sul territorio un Osservatorio che negli anni passati ha avuto una rilevanza straordinaria. Franco racconta di come ci fu, in quel periodo, addirittura un consiglio comunale tutto incentrato su questa tematica e che coinvolse le tante associazioni che volevano avere voce in capitolo: con la realizzazione di iniziative concrete.

Carmen poi, dall’alto della sua esperienza in politica ma soprattutto nel sociale sul territorio salernitano, fa continui riferimenti alle problematiche che conseguono da disagi esistenziali e fisici, tanto da aver verificato una serie di suicidi a catena che stanno facendo riflettere non poco gli ambienti della provincia. Parla di come il famoso “Dopo di noi”, oggi diventato legge, lei e la sua Associazione Rete Solidale, senza nessun titolo speciale, ma con l’acume di sta sul pezzo e tocca con mano i problemi reali, l’hanno realizzato da anni. Fa riferimenti a tante di quelle sigle che ad un certo punto Franco ed io ci guardiamo alquanto stupiti, e per una volta anche a lui sfugge qualcosa (ah ah ah), perché non riusciamo a dare un senso a quelle lettere. Ma devo dire che, a richiesta, ci viene spiegato tutto!

Nel frattempo Emma e Maria, l’assistente notturna di Lola, ci portano pasta con funghi e gamberi, cavoli grigliati, tortini di patate, un polpettone ripieno, accompagnando il tutto con del buon vino, e il freddo di poco prima viene completamente dimenticato. Decisamente trattati molto bene!

Conversazioni telefoniche con Luca definiscono disponibilità, date e si scopre che Lola sarà premiata il 10 dicembre all’Augusteo a Salerno e che in molti l‘aspettano. Ma farla muovere comporta una serie di procedure non da poco e anche questo va preso in considerazione, dai vigili del fuoco, ai permessi speciali, all’assistenza medica, insomma cose da valutare.

Sono passate ore, si arriva a delle conclusioni che da domani Franco trasmetterà all’amministrazione anche perché da questo spunto, si potrebbero creare, dal 3 dicembre del 2017, iniziative per una Giornata così speciale, per mettere in evidenza le problematiche che tante famiglie vivono quotidianamente, ma che solo in pochi momenti godono della luce dei riflettori.

Ecco, questa è una delle sere a casa di Lola. Una sera come tante, che molti trascorrono davanti ad un bel fuoco, chi in compagnia di un programma televisivo e che noi abbiamo condiviso con persone che hanno saputo raccontare esperienze di vita vissuta, che hanno portato in questa stanza un mondo che vive e combatte fuori da queste mura e che spesso crede di essere solo, ma non è così. Certo ci si potrebbe muovere in tanti, ma se chi lo fa è così competente, è così deciso, è così determinato a non fermarsi, possono sicuramente sentirsi meno soli.

Buona notte o un nuovo buongiorno a chi lavora e si attiva sempre, anche dietro un’ottima cena, a casa dell’infaticabile Lola.

3 commenti su “A casa di Lola

  1. Teresa d.

    La vita è un viaggio sperimentale e a casa di Lola deve essere come in un laboratorio di ricerche, tante menti speciali che si applicano per realizzare l’impossibile. In effetti sono le persone che fanno i luoghi…
    Spero di poter essere presente in comune per il convegno sulla disabilità e alla serata per la priiezione del corto di cui parli.

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