Una vita a foglietti

And the winner is…

Avrei voluto raccontare un’altra pagina di una storia già cominciata. Avrei voluto respirare la stessa atmosfera che, inaspettatamente, mi aveva colpita al nostro primo incontro, ma le cose non si ripetono mai. È come quando sei bambino e scopri un gioco nuovo: la meraviglia di quell’attimo difficilmente ritornerà.

Eppure ci sono tante cose da dire. Almeno io sento di dover dire delle cose.

Dietro l’evento che abbiamo festeggiato a Roma, c’è stato un lavoro enorme. L’azienda ha davvero profuso sforzi notevoli per quella serata. Non solo nell’organizzarla ovviamente, ma nel far sì che si potessero presentare tutte le cose che sono state presentate.

Nuovi prodotti, nuovi partner, il Consiglio di Amministrazione, i vari settori che danno vita a quello che noi semplicemente traduciamo in un prodotto. Ricerca, Marketing, Web, Amministrazione. C’erano davvero tutti.

Eppure qualcosa ha un po’ sminuito quel grande sforzo. La prima volta eravamo meno, numericamente parlando, ma eravamo tutti dentro l’attività. Persone che già avevano fatto un passo, che già avevano verificato innanzitutto la bontà di un prodotto e toccavano con mano, per la prima volta, quello che si poteva realmente costruire.

Questa volta eravamo tanti di più, ma c’erano anche molti ospiti. Persone che ancora non erano pienamente consapevoli di dove fossero e cosa dovevano cogliere in quella serata. Almeno questo è il mio modesto parere.

Una serata così, anche all’insegna del divertimento, non ha il divertimento al primo posto, tantomeno la cena.

In una serata così devi capire l’emozione di Pino, lo sforzo e la pazienza di Guido, la presenza delle loro famiglie che, per organizzare eventi del genere, spesso trascurano. I messaggi che avevano intenzione di lanciare e che, chi ha voluto, ha saputo cogliere. La sensazione è che non siano stati per tutti.

E non mi dite che è luglio, che fa caldo, queste sono situazioni che si superano. Faceva caldo sicuramente anche per loro quando hanno lavorato a ritmi infernali per completare tutto e di sicuro non hanno risparmiato energie per dare a tutti noi presenti, riconoscimenti, novità e accoglienza.

Ecco, io sono tornata a casa con questo. Dopo un viaggio che ci ha mostrato la calma della campagna, i rotoloni di fieno posti a guardia di terreni adesso incolti ma pronti a rigenerarsi per dare nuovi raccolti.

Come noi, che dovevamo andare a mani vuote e ritornare carichi di nuovi semi da piantare. Ma, a parte il piacere di aver rivisto le belle persone di aprile, qualcosa sembra ci sia stato negato.

Non dall’azienda, non da chi si è tanto speso per rendere tutto ben riuscito, ma forse per coloro che non hanno ancora ben compreso lo spirito di questo gruppo e con la loro “distrazione” e “disattenzione”, ci hanno portato via un pezzo di questa bella serata.

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