Una vita a foglietti

Antonello De Rosa con “Jennifer” al Teatro dei Barbuti

JenniferJennifer in una chiesa non l’ho ancora vista.

Museo Provinciale ex chiesa di Sant’Apollonia a Salerno. La manifestazione è per La Notte dei Barbuti e qui, Antonello De Rosa non può mancare.

Il colore dominante è il bianco, insieme al nero delle mattonelle. Totale contrasto, così come lo spirito di questa donna infinita. Ma quella macchia gialla, lì, in fondo, mi è molto familiare. L’aspetto.

Gli occhi all’insù mi regalano immagini dedicate ad un passato diverso: Spirito Santo, Gesù, discepoli, quel Dio che è dappertutto… Anche qui.

Non ci sono presentatori ufficiali. L’immancabile Gina Ferri si allontana dal banco della regia e ci chiede di spegnere i cellulari, lo spettacolo sta per cominciare.

Breve ed essenziale il messaggio, e immediatamente le luci si spengono. Dalle vetrate di questa chiesa che fu, arrivano le luci dei lampioni della strada. Sul muro di fronte riflettono i movimenti dei rami degli alberi scossi da un vento finalmente fresco.

All’interno la prima luce è per Simona Fredella. Lei c’è. La mia bambola carillon in rosso. L’alter ego di Jennifer. Splendida? Come sempre, ovviamente. E ancora non ha fatto nulla. Se entrare in scena si può definire “nulla”.

Partono i primi squilli di telefono. Arrivano da una stanza lontana, o sono le prime suggestioni di menti provate?

E infatti, distratta da quel trillo, quando mi giro me la ritrovo già al centro della chiesa.

La vestaglia è quella rosso porpora, scollata, il tacco vertiginoso che si intuisce nel passo lento. E ancora più sconvolgente, è senza capelli. Ma con la barba.

Mi chiedo perché mi fa battere ancora il cuore, perché mi sorprende dopo averla vista e rivista tantissime volte. Ma non puoi farti tante domande quando Jennifer ti cammina accanto.

Radio, sigaretta, passeggiate lente, a volte nervose, mentre cammina su queste mattonelle che avrà contato centinaia di volte mentre risponde a telefono: il marocchino, il commendatore, Giorgio. Non manca nessuno all’appuntamento.

Il cambio della vestaglia non ci offre il solito body. Jennifer sa sempre farsi trovare pronta ai suoi appuntamenti. Stasera la rossa tunica nasconde un corpetto di pelle su un pantalone nero. E la conferma dei tacchi.

Simona prende vita. I suoi movimenti sembrano raccontare un valzer e ancora una volta la sua bellezza e la sua maestria ci distraggono. C’è davvero un uomo in sala! Franco è qui?

Vestito nero, camicia bianca, una rosa rossa dal lungo gambo tra le mani. Pasquale Petrosino, o Franco? immobile, a pochi passi da Jennifer, sembra che stia scrivendo un nuovo copione per sostituire questo di Ruccello. E Jennifer lo guarda, lo sguardo è colmo di gioia, è la conferma di un’attesa non è più vana, è l’amore che trionfa, è il sogno che si avvera, è la certezza che l’amore può vincere sulla ragione, è…

È l’attimo fuggente. Franco è tutta la certezza che Jennifer sta aspettando, quel filo che la lega al quotidiano, ma le basta voltare un attimo le spalle, una moina tutta femminile come a sottrarsi ad uno sguardo troppo carico d’amore e tutto svanisce. Quando si gira è di nuovo sola.

Simona continua a ballare. Un carillon non si ferma fin quando la carica non finisce…

Ed è sempre la radio che sottolinea il passaggio tra la mente e la realtà…

E cosa può essere più reale di un gesto quotidiano? La barba. Se la tocca, come se, nel riconoscerla sul volto, le consegnasse una presa di coscienza. Ma anche questo è solo un attimo; il sapone va ad imbiancare il volto.

I movimenti di AntonelloJennifer e di Simonabambola, sono perfetti. E stasera si aggiunge un terzo componente a sottolineare una perfezione che sconvolge: la sua ombra. Perfettamente proiettata sul muro bianco alle sue spalle, con rosa compresa. Magnifici.

Ma suonano alla porta. La vita di tutti i giorni cerca di entrare in questo mondo nascosto. Jennifer indossa la sua nuova vestaglia gialla, quella per essere “in ordine”. Annalaura Mauriello, in scena solo Anna, la vicina di Jennifer.

Il loro incontro, le confessioni bugiarde, le paure e i desideri nascosti. Annalaura è diventata talmente parte di questo personaggio che sembra si sia completamente appropriata anche delle sue sembianze. Oggi Anna e Annalaura sono la stessa persona. La maturità che ha acquisito in questo ruolo, per me che l’ho vista quasi “nascere”, è qualcosa di veramente stupendo. Giovane attrice donna.

Alla fine del loro incontro, quasi ballano insieme, anzi sicuramente stanno ballando insieme, anche se ognuno a modo proprio. Con un movimento secco Jennifer le scioglie i capelli. È un gesto che le regala una parentesi di femminilità e di complicità. Ma dura poco. Mentre una si accarezza i capelli e l’altra si muove da sola sulle note onnipresenti, squilla il telefono. Ancora una volta. Sempre in un’altra stanza.

È Genisa. È l’amica è la parentesi di vita vera è il ricordo della sera dell’incontro, ma tutto quello che è non può distoglierla dall’attesa. L’infinita sfibrante attesa di Franco.

Ancora il carillon Simona che parte. Il suo volto inespressivo racconta tutto.

In Jennifer piccoli gesti che cambiano ma sono quelli della quotidianità: follia, paura, solitudine, e uno specchio. Lo prende. Via il trucco, le ciglia finte.

Intanto il carillon continua il suo movimento lento e incalzante, a scatti ma allo stesso tempo fluido e in questi piccoli istanti di vita di scelte di consapevolezza, ricompare l’immagine di FrancoPasquale. Lui veglia su questa trasformazione che si consuma sotto i suoi occhi. Lo sguardo è fermo, triste, forse impotente. In quell’essere immobile e silenzioso forse racconta un’altra storia, una lontananza forzata, non scelta, non voluta, ma che comunque si è risolta solo con un’assenza.

Jennifer 1Bravo Pasquale. Anche lui come Simona non farà mai sentire la sua voce, ma a volte il silenzio può essere davvero loquace.

Ma l’incontro tra Jennifer e Franco cos’è? Una sconfitta? Una vittoria?

Jennifer completa il suo abbigliamento e la sua trasformazione. Giacca nera per un completo senza camicia ma che rende l’idea di un uomo che rientra dentro il suo corpo, dopo che ne è uscito il suo spirito.Jennifer 2

L’ultimo sguardo è per quell’amore con la rosa tra le mani; un amore che lo guarda a sua volta, ma che non ferma la sua mano mentre preme il grilletto.

Monotona sorprendente Jennifer, come sarai al nostro prossimo incontro?

2 commenti su “Antonello De Rosa con “Jennifer” al Teatro dei Barbuti

  1. Teresa d.

    Emozione e sorpresa. E poi lo sfinimento dell’attesa… Uno spettacolo carico di emozioni e non l’ho ancora visto. È nella lista dei desideri però…

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