Una vita a foglietti

Buone vacanze

Cava 19/8/2019

Ti scrivo sapendo che non leggerai presto. Ti scrivo perché voglio provare a dirti quello che senti, o se davvero quello che senti è così uguale a quello che sento io. Al posto tuo.

Vacanze, un viaggio, ferie, sole e mare, tutto bello in prospettiva, ma hai un peso mentre ti prepari, mentre avvii la macchina che vi porterà lontani.

Hai una responsabilità sul cuore. La sento. Non una di quelle che ti paralizza, ma quella che ti da l’assoluta certezza di essere al comando della nave. È una sensazione che ti accompagnerà fortemente durante il viaggio, che diminuirà una volta cominciata la giornata di domani, o appena avrai avuto la sensazione che la situazione è sotto controllo.

Riprenderà di nuovo, ma in maniera diversa col viaggio di ritorno e quando sarai arrivato a casa, insieme alle valigie scaricherai qualche altra cosa. Un’altra esperienza che ti è costata un prezzo ma che ti ha permesso di comprare un altro pezzo di fiducia. La consapevolezza che è giusto avere un brivido lungo la schiena quando si va verso il nuovo, ma solo quel timore ci permetterà di affrontare con maturità e responsabilità le cose ancora sconosciute della vita.

Non bisogna mai essere presuntuosi e negarlo quel timore. Si è forti non quando non lo si prova, ma quando lo si sa affrontare, quando lo si sa accettare come compagno di viaggio per essere più attenti. Per apprezzare il valore della scoperta.

Io mi sentivo e ti sentivo così stamattina, mentre vi guardavo andar via, mentre mi salutavi in maniera frettolosa perché “sei forte”, ma solo per non farmi leggere nei tuoi occhi.

Ma io ho l’asso nella manica: conosco il tuo cuore e i battiti che ha. Somiglia troppo al mio. Mi sbaglio?

Ciò che vivi io l’ho già vissuto e continuo a farlo.

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