Una vita a foglietti

Ciao papà

papaCiao papà, ancora una volta sei tu il protagonista dei grandi sentimenti della mia vita.

Tu sei stato il mio primo amore, quello cieco, fiducioso e incondizionato di una piccola verso il suo papà.

Il mio porto burrascoso, sempre povero nelle manifestazioni, ma ricco nella forza.

Sei stato il muro con cui scontrarmi per oltrepassare la porta della vita.

Le tue regole, la tua disciplina, il tuo senso del dovere e dell’onestà, sono diventati i pilastri su cui basare la mia vita. Famiglia, lavoro, amore, unione: con questi valori sono state costruite esistenze.

Valori così forti, così radicati, da rendermi fino ad oggi la persona che sono.  E di questo ringrazio te, le tue parole e quelli che ho sempre visto come i tuoi esempi.

Ma poi può capitare che una raffica di vento tiri via un po’ di polvere da un mobile, da qualche storia, da vecchi ricordi e allora la prospettiva cambia. Ma non si torna indietro caro papà. La vita ci obbliga ad accettare nuovi ruoli e nuove verità.

Ma quelle basi, quei pezzi di cemento di estrema correttezza e di coerenza, che con così tanta attenzione avevi contribuito a costruire, non hanno ceduto sotto i colpi della vita. Sono rimasti lì, forti, indenni, a vigilare su qualcosa, sulle uniche cose che possono avere un valore: verità ed onestà.

Ed è di questo che vengo a ringraziarti.

Per avermi reso roccia anche di fronte alle tempeste più dure.

Per avermi resa umana nell’accettare il dolore più grande, che è stato perdere te.

Per avermi dato la certezza della gioia della tua anima adesso libera, che dall’alto della leggerezza dell’essere spirito, non più appesantita dalla materialità del corpo, potrà finalmente guardare nel profondo dei cuori di chi ha accompagnato la tua vita.

E quando libertà e verità si saranno incontrate, allora ogni cosa riprenderà il suo posto, il suo ruolo.

E troverai la pace, ed io con te.

 

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