Una vita a foglietti

Coetze – Aspettando i barbari

coetzeCava 8/3/2002

Un libro avvincente, ti prende dal primo all’ultimo rigo. Ti accompagna in un territorio ostile, freddo o troppo caldo, inospitale, arido, ma tu senti dentro la voglia di andarci, di calpestare quella sabbia, di guardare il rosso di quei tramonti, di sentire il vento ululare nelle tue orecchie.

E tutto questo è lo scenario per descrivere una delle tante scelleratezze umane compiute nel nome del potere, dell’”Impero”. E forse il senso profondo è in una domanda posta dal protagonista al suo torturatore con curiosità, non con odio: come si fa a vivere di nuovo nella normalità, nella quiete domestica, dopo aver frantumato ogni forma di dignità, umiliato, ridotto allo stesso livello di un animale, un uomo?

 

A distanza di tanti anni, questa domanda mi farebbe piacere rivolgerla ancora, non a una ma a tante persone!

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