Una vita a foglietti

Colosseo contro Colossi

images (1)Da stamattina girano, volano, si attaccano foto e parole sul mitico Colosseo. Ovviamente è uno dei monumenti più famosi al Mondo e allora perché meravigliarsi del grande clamore che suscita? In verità lo spettacolo non nasce sui suoi gradoni, dentro la sua polvere, ma come sempre dietro le scrivanie dei palazzi.

Non ci sono custodi che vogliono tenere aperto il Colosseo anche di notte! E tutti giù a pensare che l’Italia è il posto dove nessuno vuole fare niente e che non ci si accontenta della possibilità di guadagnare qualcosa in più a fine mese! Altri dicono che, per chi dovrebbe aggiungere altre ore a quelle già stressanti sotto la calura, il rumore, la ressa di intere giornate sarebbe alquanto inumano  e che poche decine di euro, non danno dignità a gente che lavora per poco più di mille euro al mese e che non sono tenute  a svendere il loro tempo e il loro “lavoro”, visto che poi a chiederlo, sono quelli che guadagnano gettoni di presenza quando vanno sul posto di lavoro che normalmente garantisce loro molto di più di 1000 euro al mese. Punti di vista.

Ma oggi era una giornata in cui c’erano altre notizie che cercavano di prendere la ribalta e dunque, serviva qualche copertina che coprisse altre magagne. E perché non puntare su Gramellini, il nostro giornalista all’arrembaggio, quello che se non vuoi leggere te lo ascolti, perché il suo pensiero arriva in tutte le case. No, stavolta non ci siamo.

Non mi metto dalla parte di nessuno, ma prendo spunto da quello che succede.

Giorni fa, in un articolo Gramellini riportava notizie sul cavaliere, nonostante avesse promesso di farlo solo per cose davvero importanti: e la cosa importante era che Santo Silvio aveva pensato di  poter trovare un rimedio per l’Alzheimer, malattia che tormenta i suoi nuovi assistiti. Lo vuoi prendere in giro? Fai pure, lui offre il fianco e tu ci azzuppi, come tanti altri.

Ma oggi sul Cavaliere alcuni giornali dicono altro. Dicono che quelle accuse che lui ha sempre mosso all’Europa, forse sono confermate: non meritavano queste notizie un commento? Non mi interessa da che parte volevi stare, ma dovevi esserci. Perché tu fai tendenza. Si parla di quello che parli tu. E, sapendolo, hai deciso di dare impulso alle Belle Arti. Ma per dovere di cronaca, una persona attenta e informata come te, che difende la Kultura nel nostro Bel (ma davvero Bello) Paese, avrebbe dovuto notare che gli ultimi governi ospitati da un caro nonnino, hanno deciso di punire ancora di più le nostre radici. Si era cominciato col dire che la storia non serve, è cosa vecchia, non vale la pena studiarla, e quest’affermazione non merita commenti, solo emeriti ignoranti possono averla lontanamente pensata. E la Storia della nostra Arte? anche quella non serve? anche quella state allontanando dai Licei! Parliamo di queste violenze che si compiono ai danni di ragazzi che si sono visti sottrarre una materia così amata e soprattutto così importante, così capace di affinare lo sguardo verso tutto quello che grandi artisti hanno voluto concedere ai nostri appannati occhi. Invece no, decidi di parlare di potenziali guadagni per questa moribonda Italia, e copri chi queste future potenziali ricchezze le vuole far sprofondare? No. Non mi piace.

Queste sono tra le tante vergogne della nostra Italia. Questo Paese dove tutto diventa possibile e impossibile allo stesso modo. Qui esiste solo la ragione di chi ha la voce più grossa, non di chi è depositario della verità. Ogni cosa diventa vera o falsa se la dice Tizio o Caio. Il punto è, che di Tizio e Caio, ne avete creati talmente tanti, che ormai è un unico coro di urla: e la verità è completamente sommersa.

Vergognatevi di questo. Dovreste abbassare i toni, non solo per poter rendere più chiara la vostra voce, ammesso che abbiate qualcosa di valido da dire, ma soprattutto per ascoltare quelli che avete cercato (spero ancora senza successo) di seppellire.

Qualcuno che siede in una delle comode poltrone disse tempo fa che era più giusto togliere a tanti poveri, perché si sarebbero raggiunte somme più elevate che non togliendo ai meno numerosi ricchi: la somma sarebbe stata diversa. Ma se siete così bravi a contare quanti sono quelli che stanno peggio, rispetto a quelli che stanno meglio, beh, allora preoccupatevi. Sapete, a un certo punto questa massa di nullatenenti, nullafacenti, incapaci, coglioni, potrebbe decidere che l’etichetta che gli avete dato non va più bene. E come avete detto voi, siamo tanti di più!

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