Una vita a foglietti

Cristian Izzo, “Opinioni di un clown”

Ciao Cristian, scrivo questi pensieri come farei con un amico, come una vecchia lettera inviata per raccontare qualcosa di quello che ci hai regalato domenica e non per una recensione “classica”, non è quello che mi va di fare, e sai che le emozioni non possono essere messe da parte, per nessun motivo.

Il tuo invito, dopo tanto tempo, è stata cosa davvero gradita; non potevamo sapere cosa ci avevi preparato oltre al titolo della spettacolo: “Arrivo e partenza”, riproposizione di una tua performance, tratta da “Opinioni di un clown” di Heinrich Böll.

Ma per raccontare tutto bisogna dire anche dove eravamo; la città è Angri, all’Accademia Tavole da Palcoscenico, ospiti di Maia Salvato. Ci si potrebbe soffermare sul luogo ma arriviamo a pochi minuti dall’inizio e non c’è tempo per troppe riflessioni, mi accontento di ammirare delle piccole sedie da asilo che mi fanno tenerezza. La sala è piccola ci sono poche posti a sedere ma tutti occupati e tu vai in scena proprio davanti a noi.

Non c’è nulla tra te e il pubblico. Sarà un monologo, o meglio sette, per raccontare la storia di Hans, famoso clown, perdutamente innamorato di Maria, che lo lascia dopo anni di amore e di avventure, per una vita borghese, spezzandogli il cuore.

Sapete, credo che non sia mai stata così poco rilevante la trama del testo, e non perché priva di interesse, ma domenica, in quel posto così apparentemente poco teatrale e allo stesso tempo  perfettamente adatto a tutto quanto avevi preparato per noi, c’è stato tanto altro da guardare.

Non so dire quanto dura il tuo lavoro, so che noi non stacchiamo gli occhi da te.

Sei, fisicamente, la stesso che ho visto l’ultima volta circa sette anni fa, ma in verità sei una persona completamente nuova.

Ti guardo nel tuo pigiama a righe, che con il passare del tempo e l’aumentare delle sofferenze di “Hans”, si sbottona, lasciando in primo piano una canottiera che testimonia il sudore, frutto del lavoro anche fisico che stai facendo. Perché lì, davanti a noi, tu da solo, sei tutti i personaggi dell’opera. Sei Hans e sei ogni suo interlocutore; sei Hans con il suo lavoro che cade a pezzi, mentre prova a convivere non solo col dolore dell’abbandono, ma con il peso di una delusione cocente, di un destino che Maria ha completamente rinnegato.

E sei marionetta, sei ginnasta, sei cantante, sei attore: sei, in una parola, Magnifico.

Ascolto con occhi sbarrati, a volte concentrati per cercare di cogliere anche la voce narrante che hai inserito, in quella ricerca, che ti accompagna da sempre, di allargare i confini dello spazio che hai a disposizione; sei un saliscendi di emozioni, sei troppo per essere una sola persona.

La scenografia è nulla direi: una valigia con un drappo rosso, una racchetta da tennis in legno, una carta malandata e poco altro, ma non ce ne accorgiamo; le tue continue trasformazioni non lasciano molto spazio per altri dettagli. Sei tu da solo, sei l’attore, sei la storia, sei il palco, sei il contenuto e sei ancora molto altro.

Di fronte hai degli aspiranti attori oltre ad amici e colleghi; ti stai concedendo in una performance straordinaria, ma quando noi abbiamo finito di spellarci le mani per applaudirti, tu semplicemente ricordi a quei ragazzi che, se vogliono ancora fare il tuo stesso mestiere, si possono accomodare, gli hai mostrato che tipo di lavoro c’è da fare.

E a me sembra un lavoro durissimo, profondo, ma che tu fai diventare quasi lieve.

E qui capisco quella differenza che avevo notato in te: la stessa persona sì, ma ora un uomo che ha preso definitivamente possesso di tutte quelle idee che dieci anni fa erano ancora, in parte, dei sogni.

Ora il tuo genio, che non è mai stato messo in discussione, è riconosciuto non solo in tutta Europa, ma anche oltreoceano: hai girato film, hai tenuto lezioni, hai creato il tuo cammino anno dopo anno, sei certamente un attore affermato e ti ritrovo qui, in questa stanza che è adibita a teatro per la passione di una donna, Maia, e certamente grazie alla tua visione che non comprende né arroganza né presunzione, ma solo umiltà, passione, e profondo amore per quello che fai.

Sei stato tutte queste cose caro Cristian in quel poco tempo che ci hai dedicato; sei stato un racconto mentre raccontavi un’altra storia, una delle tante che hai saputo portare sulla scena. Ti ho visto tante volte, di certo non abbastanza, ma questa volta l’uomo è stato più grande dell’attore stesso.

Quando ci siamo salutati dopo lo spettacolo, mentre provavamo a tirar fuori le prime impressioni a caldo, e si sottolineava la tua bravura, ci hai tenuto a precisare che non è una gran fatica per te parlare per oltre un’ora a raffica, entrando e uscendo da tanti personaggi, senza mai una sbavatura, mai un’indecisione, mai una pausa per riprendere fiato, perché “è una questione di diaframma”, eppure sai perfettamente quanto ci sia da sudare sotto quel cerone preparato sul viso e che si è sciolto sotto il peso della follia del tuo Hans, del lavoro che hai dovuto affrontare e che hai preannunciato agli aspiranti attori che avevi di fronte e che di certo avranno inteso a cosa vanno incontro.

Grazie a Carmen, la tua musa ispiratrice, ai tuoi amici che credono nelle tue idee e nella tua genialità, grazie a chi ha il coraggio di sognare e che immagina di poter allestire una vera Rassegna teatrale anche in un posto così piccolo, molto poco appariscente, ma che trasuda passione e amore, che sono i veri sentimenti che servono nelle nostre vite. E ovviamente grazie a te Cristian, per quello che ci hai offerto, per quello che sei diventato, per quella passione che hai saputo non solo coltivare, ma che hai voluto che fosse un fiore raro e prezioso, la cui bellezza, oggi, è a nostra disposizione. 

Per dovere di cronaca e per il rispetto del lavoro di tutti lascio queste note tecniche, che danno ulteriore conferma di quanto detto.

Arrivo e partenza – lieben und arbeiten

una (quasi) troppo lunga pantomima mancata

di Cristian Izzo, 

da Opinioni di un clown di Heinrich Böll 

musiche da Chopin e Schubert

drammaturgia musicale di Pino Finizio 

assistenza alla performance Giuseppe Borrelli 

progetto grafico Luca Longobardi 

Miglior performer e miglior drammaturgia della seconda edizione del Quinta Theatre Fest di Rodi, Grecia; selezionato alla prossima edizione del “Monodram Festival” di Smirne, Turchia, Tiyatro Medresesi dal 22 al 29 Agosto; in scena a Stoccarda, Germania, dal 22 al 25 Settembre

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