Una vita a foglietti

Dal diario…

tramonto8/10/2017

Inizia il secondo viaggio. Dal sole delle 18, il rosso del tramonto mi avverte del tempo che passa. Sono i colori a scandire il passaggio delle ore, non le fredde lancette di un orologio.

Nuvole affusolate riposano all’orizzonte, curiosando sulle migliaia di piccole luci che si accendono ai loro piedi. Poche, solitarie, dicono che non intralceranno le prossime ore con cambiamenti climatici.

La natura ci parla, ci rassicura, ci manda messaggi, non ci lascia mai soli.

Ogni volta che alzo lo sguardo trovo un colore nuovo, un arancio più acceso e alberi che fanno da filtro alla luce che sta per far posto all’imbrunire.

Un viaggio, qualcuno che lasci, qualcuno che aspetta. È sempre così la nostra vita. Un passaggio di stazione in stazione con bagagli che svuoti e che ricarichi di nuove esperienze.

E l’arancio è diventato rosso. Il cielo immenso ora è completamente sgombro anche delle ultime nuvole che hanno smesso di curiosare. Il rumore ritmico del treno induce al riposo, ma è un peccato perdere questo spettacolo. Solo piacere per gli occhi che si riflette nell’anima. Peccato per tanti viaggiatori persi  in un display portatile.

Cercano il mondo, ma il mondo è fuori, si mostra bellissimo ai loro occhi eppure, non colgono l’occasione per ammirarlo.

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