Una vita a foglietti

Danza d’Autunno

C’è un rumore speciale nel silenzio dell’autunno.

Non c’è il sole stamattina, le nuvole e una leggera foschia, si sono sostituite al bellissimo sole caldo di ieri.

Ma è bello anche così. In questo mio pezzo di mondo, la natura, come sempre, mi svela i suoi segreti.

Tante volte mi è capitato di restare immobile, anche nei caldi pomeriggi passati, ad ascoltare l’immenso ciarlare di animali e piante. Parlano sempre loro. Proprio come noi uomini, ma con una differenza sostanziale: non danno fastidio. Il farsi sentire racconta il loro essere vivi, il loro condividere spazi e ricchezze d’un territorio. Il nostro parlare è il tentativo di accaparrarsi ricchezze e spazi di cui non sempre necessitiamo.

E stamattina, questo intreccio di leggere gocce di pioggia e di foglie che cadono, mi ha chiesto come prezzo del biglietto, solo di essere raccontato.

È un ballo questo sapete? La musica la suona il vento. Una sinfonia unica, a qualcuno potrebbe sembrare monotona, ma il vento cambia.

Cambia se attraversa i rami degli alberi, o se corre basso, tra l’erba folta, che cresce imperterrita. Ma cambia anche tra la legna che si lascia asciugare e tra le foglie ormai secche, cadute, croccanti, che si sfregano al terreno, regalando ultimi pensieri di una vita che si trasforma senza mai finire.

Fantastiche le danze che sanno invece compiere prima di adagiarsi al suolo.

Si staccano silenziose, inizialmente, dal ramo dove sono cresciute e invecchiate. Ma per quello che deve essere un altro nuovo, sconosciuto viaggio, si lasciano andare a piroette che mai avevano sospettato di poter compiere, fisse e inchiodate come erano al loro posto natìo.

La natura mi parla e mi insegna. Mi ricorda il piacere della libertà, la necessità di avere coraggio per provare un’ebrezza che in tanti provano a nasconderci.

La natura è saggia e regala emozioni in maniera spontanea e gratuita.

Lei mette a disposizione la sua esperienza e il suo sapere, per tutti quelli che hanno occhi e orecchie per ammirare e ascoltare il suo infinito racconto.

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