Una vita a foglietti

Khaled Hosseini – E l’eco rispose

ecoIn treno 26/02/14

C’è un momento per tutto; anche per leggere un libro. Non mi è capitato spesso di cominciarne uno e lasciarlo sul comodino per mesi. Ma ho detto tante volte di non credere al caso. Non ero pronta per leggerlo, non l’avrei capito. Non sarebbero arrivate queste lacrime allo spalancarsi della porta dei ricordi. Quando quello che hai vissuto si scontra con quello che avresti dovuto vivere. Non è finito ma certi pensieri meritano uno spazio e questo andava ricordato (p. 265)

Questo libro è un albero. Alla prima pagina pianta un seme che mano mano sboccia, si eleva; si moltiplicano le sue foglie e i suoi frutti. E’ una pianta secolare che regge il peso di ogni sua creatura. Non so se lo dico per ipocrisia o per speranza, ma le grandi tematiche che toccano questi personaggi, mi sembra che poi si perdano in misere banalità quotidiane. O forse è proprio così che va la vita. l’incapacità di soffermarsi su una verità raggiunta; il desiderio di chiudere in fretta sipari che si aprono su cose essenziali della vita. Perché quando la mente e soprattutto il cuore si aprono, rivelano qualcosa di profondo. A volte troppo, che non si regge. E qualcos’altro , un altro strato viene aggiunto, come un’autodifesa, come gli anticorpi con la malattia.

Ora che è finito sono sempre più convinta che era questo il momento di leggerlo. Le ultime parole parlano di legami che non finiscono mai, della possibilità di ritrovarsi parte di qualcosa che è tuo anche se non lo è mai stato prima.E ripenso a chi è stato sempre con te senza esserci mai. A qualcuno che nascondeva con finto affetto baratri di solitudine e cattiveria.

Alla fine di una vita si può anche piangere ricordando gli affetti che il tempo, la storia, gli uomini hanno deviato; ma se alla fine del cammino non hai nessun amore da ricordare, nessun affetto che ti scalda il cuore, come sarà morire?

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