Una vita a foglietti

Esercizi d’amore

affettoVi è mai capitato di sentirvi il cuore pesante, affaticato? Non pensate di essere malati. No, pensate se siete tristi, se vi manca qualcosa.

Provate a guardare dentro le vostre giornate, al ripetersi ossessivo degli stessi comportamenti che non producono niente. Nessun cambiamento, nessuna soddisfazione, nessuna speranza, nessuna gioia. Gesti con la carta copiativa, che si ripetono all’infinito. Ma sono vuoti, solo segni su segni che si accavallano, si sommano e non danno nessun risultato.

Quando il cuore è così, quando il tempo diventa una moviola di immobilità, quando il corpo non risponde ai tuoi ordini, quando ordini non sei più in grado di darne, cosa pensi? Cosa fai? Cosa credi che possa aiutarti in una situazione del genere? Forse esercizi: esercizi d’amore.

Con il cuore che fa male così come fa male in questi casi, non starai meglio appoggiandoci  sopra una banconota da 50,00€. Non nascerà un sorriso sul tuo volto se darai un bacio ad un pezzo da 100,00€, e non guarirà il tuo corpo se lo laverai con una “viola” da 500,00€.

L’esercizio più promettente, quello che ha più possibilità di distrarti dalle pene che provi, è quello dell’amore.

Questi sono gli esercizi del cuore. Quelli che si fanno spontaneamente, che cominciano al mattino, quando vedi i volti di chi ti circonda e che ti danno un buongiorno. Quelli che si avvicinano a te, alla tua persona e ti abbracciano e si preoccupano di guardare se c’è una ruga in più sul tuo viso. Quelli che ti sanno stare vicino anche quando tu non hai la voglia o la forza di parlare, perché possono riempire i tuoi silenzi con le loro storie, con la condivisione di altra vita che continua a vivere oltre le tue mura. Quelli che ti portano dentro i loro pensieri anche quando non ti vedono. Quelli che sanno alleviare la fatica del dolore del corpo e dello spirito, aiutandoti a portarne il peso, invece di caricarlo ancora di più.

Provate ad immaginarle le due possibilità: quella dei soldi e quella dell’amore. Non dite a me quale sarà la vostra risposta: datevela da soli. Ognuno, da solo, in silenzio. Nel profondo di un cuore che abbiamo la speranza che esista, anche se segnali di battiti ce ne sono pochi.

Quando si è in prossimità dell’arrivo, non c’è niente più di una carezza e di un sorriso che può migliorare il viaggio. Quando corri e il nastro del traguardo è lì, davanti a te, non pensi all’assegno che puoi vincere; se ti mancano le forze, ringrazi chi ti regala un sorso d’acqua o ti dà un incoraggiamento per non mollare.

Tanti, tantissimi, tutti i momenti bui si affrontano meglio se c’è amore. Odio, chiusura, rancore, rabbia fanno parte di quelle zavorre che ci faranno affondare.

E chi non sa andare in questa direzione, chi non sa aiutare a capire questi semplici pensieri, dovrebbe scegliere di rimanere in silenzio. Anche quello può dare infinite spiegazioni.

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