Una vita a foglietti

Fasci di luce

Questa foto è di mio figlio Salvatore. Va in giro e guarda i luoghi con occhi che somigliano molto ai miei. Coglie momenti che hanno grande bellezza e, se vuoi, anche grandi significati. Non lo sapevo completamente quando l’ho guardata, ma mi è tornata in mente il mattino dopo…

12/8/18

È iniziata così la mia giornata: con un raggio di luce da un balcone che doveva essere chiuso e che invece significava un’assenza.

Un’altra luce è venuta da un messaggio: un’altra parte del mondo mi avvisava che pure lei, alle 6.00 del mattino stava appena andando a dormire.

Ancora luce in chiesa, con quell’esortazione “Alzati e cammina”, oltre le fatiche, oltre i problemi, oltre ogni ostacolo che ti intralcia il cammino.

E ora un altro raggio di sole illumina un balcone. Si vede una canottiera bianca, un pantaloncino corto blu, una carnagione chiara, la tipica pelle morbida delle persone anziane sotto le braccia, occhiali inforcati a sbirciare un giornale o una settimana enigmistica. E quella postura, quell’abbigliamento mi colpisce.

A quanti anziani appartengono? Quante volte l’abbiamo visto, quante volte l’ho visto?

Gli stessi colori, gli stessi atteggiamenti, lo stesso modo di trascorrere quel tempo che a noi sembra immobile, ma non sappiamo quanto possa essere veloce e breve per loro che lo vivono.

Le prospettive cambiano sempre. Gli occhi di chi guarda cambiano sempre. E cambia il cuore che registra e filtra quelle immagini.

Luce. C’è bisogno di luce nei nostri occhi, altrimenti ogni cosa diventa informe, immobile, inutile, come grotte sotterranee mai visitate.

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