Una vita a foglietti

Folate di vento

ventoÈ da ieri che un vento immobile attraversa il mio cuore. Un vento gelido  e doloroso, un vento che non spazza via foglie, non sposta la sabbia, non abbatte alberi ma sale da quel buco profondo e nero che è il mio passato.

Poi stamattina arriva una telefonata. Non è come quelle di gioia, non mi lascia col sorriso sulle labbra. No. Mi spegne anche ciò che c’era. Una vita spezzata, un fiore reciso, un’interruzione senza motivo apparente. Poi arriva posta. Un brano da lontano, da chi so che non mi vede ma mi pensa spesso, perché spesso i nostri cuori si ritrovano in quella fossa nera che abbiamo conosciuto in tanti, senza mai poterla nemmeno condividere. E  non mi scrive neanche una parola, mi manda solo una musica: Romeo e Giulietta.

Sono note, il pianista sull’oceano diceva che per fortuna sono solo otto e da un qualcosa di finito si può costruire l’infinito e così è. Da questa musica nasce il dolore, l’amore, l’attesa la speranza e la fine.

Io raccolgo. Raccolgo pezzi di questa vita che mi arrivano, guidati da quelle folate di vento che non rinfresca, non dà pace, solo vita e dolore e morte. Tutti pezzi di un unico disegno che non sarà mai completo ai nostri occhi, ma che continuiamo ad immaginare a sognare, finché avremo  forza, fiato e coraggio per vivere ciò che ci viene concesso.

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