Una vita a foglietti

Grazie per una serata

Garden-Party-20112Era da tanto tempo che non succedeva una cosa così. Una festa a casa. Dopo quelle delle comunioni, dei compleanni, quelle dei preparativi, delle fatiche , delle corse. Dove si arrivava sfiniti ma felici.

Tutto bello ma da troppo tempo c’era silenzio, ci eravamo parcheggiati in un mondo che non sembrava prevedere più sorrisi .

Ma non è così. Motivi per essere felici ne abbiamo. Ancora e tanti.

E allora la casa si riapre, il terrazzo diventa di nuovo luogo d’incontro, le voci tornano a riempire l’aria della notte, scacciando zanzare con fiammelle di citronella discreta ma efficiente.

Ci  ritroviamo dopo una giornata massacrante, fatta di corse, sudate, un pranzo strappato a frutta tagliata, pizze e dolcetti. Stremati, ma quando vediamo che la casa si riempie di quelle persone che abbiamo voluto, che da sempre ci fanno compagnia, tutto si dimentica.

Sarà una serata splendida. Balli, canzoni, giovani e meno giovani, amici di oggi, di tutta una vita, parenti e tutti quelli che hanno voluto che un giorno come questo non passasse inosservato.

Grazie. A tutti quelli che ci sono stati e ci sono stati tutti quelli che abbiamo voluto ci fossero. Quelle persone che ancora, dopo oltre trent’anni, continuano a condividere con noi i momenti più importanti della nostra vita, quelli che segnano i nostri traguardi, quelli dei nostri figli.

Grazie perché è stata una serata in cui, finalmente, si è respirato tanto amore, tanta allegria, tanta serenità e tanta sincerità. Noi ce ne siamo nutriti come degli affamati dopo un lungo digiuno, come una boccata d’aria dopo una profonda apnea. Noi abbiamo ricominciato a far battere i nostri cuori in un modo più o meno normale.

Anche dopo che la musica si è spenta e le risate sono andate a dormire, la loro presenza è rimasta tra queste mura, come una pennellata nuova di colore, come una spolverata sul vecchio che marcisce.

C’era stato un momento in cui il vecchio mondo ha provato ad entrare, ma non gli è stato concesso. Non più.

Tra persone che misurano gli affetti con i numeri e chi l’affetto lo sa solo donare, non c’è possibilità di comprensione. E allora non c’è posto per altri tra queste pareti, in queste piante che ci hanno rinfrescati, in questo vento che ci ha portato ricordi sbiaditi e se n’è riportato indietro dei nuovi, più forti, più veri.

Grazie a tutti voi amici e parenti che appartenete alle nostre vite, che ci avete aiutati a costruirle e sono venute fuori in un certo modo. Un modo che a noi piace, nonostante quello che si possa dire da qualche altra parte, un modo che ci fa sentire grandi sapendo di dover ancora crescere, che ci fa sentire buoni con la certezza di dover migliorare, che ci fa amare con la speranza che il nostro amore duri oltre la nostra breve apparizione.

 

Rispondi