Una vita a foglietti

I figli: quello che sono per me

Ho avuto giorni in cui sono caduta in pozzi senza fondo, perché avevo perso una mia dimensione di vita. E’ difficile non giudicare, non soffrire in quei momenti, ma se avessimo pazienza, scopriremmo di come e di quanto la vita ci ripaga. Soprattutto di come ci insegna che la cosa più bella è amare. Se non tutti sono capaci di farlo, per loro non deve esserci rabbia, sono già stati puniti in maniera gravissima. Per me i figli sono questo.

paris3/9/2014

Ciao Camoscina, cosa hai pensato quando non hai visto paginette volare?

Potevi mai immaginare che un momento, un giorno così, non meritasse un posto nei miei foglietti? Impossibile.

E per non smentirmi eccomi qui. Non so quando sarò anche con te, non so come sarà quando leggerai. Potrebbe essere nella tua nuova scuola, con nuovi amici, in un nuovo lettino – lettone, con il sole, le nuvole o forse il buio. Non lo so cosa ti circonda, da oggi non lo saprò facilmente. Ma tu saprai che io ci sarò.

Dal nostro mondo, dal lavoro, da casa, da ogni cosa che faremo tu saprai che ci sarà sempre un pensiero per te. Non ci sentirai più gridare per l’ordine, per il continuo guardare il telefono, per le uscite senza orario, ma so che ogni volta che dovrai fare qualcosa avrai nella mente e nel cuore le nostre parole, i nostri incitamenti, anche le nostre sgridate, perché tutto ti è stato dato e donato solo con tanto amore, per poterti permettere di essere oggi la donnina forte che sei, capace di affrontare questa tua nuova esperienza, che potrebbe diventare anche nuova vita.

Ma siamo solo all’inizio, avremo ancora tanti giorni per scriverci e raccontarci. E se tra un foglietto e un altro passerà un po’ più di tempo, riempilo di bacini e di abbracci: tutti quelli che materialmente non possiamo darti, ma che già stiamo raccogliendo per sommergerti quando ci vedremo.

Per papà è dura senza di te, ma tu lo sapevi già, vero strega?

Fai la brava, cervello acceso e ricordati che anche da tanto lontano, il mio cuore è sintonizzato con il tuo: quindi trattalo bene.

Ti voglio troppo bene strega e non voglio pensare a tutto il tempo che passerà prima di stropicciarti come una piccola PAPE’RA.

Mammola

Cava 22/9/14

Ciao Cirli, non ti prendo molto tempo. Ti spiego il paolinese incomprensibile di prima.

Con te parlo questa lingua speciale, che mi viene dal profondo, perché mi sembra di essere nel tuo cuore e di sentirne tutte le sensazioni che ti stanno accompagnando da venerdì.(Ad esempio ora stai ridendo della mia presunzione! Ma ti tengo fatto) Adesso è tutt’altra cosa dall’altro viaggio. Allora era tutto da scoprire, tutto ti autorizzava a pensare che era difficile e basta, potevi non farcela. Ma ora è diverso. Ti sei fatto uno scherzetto niente male per essere uno che non studia, ed ora la posta in gioco si è alzata di tanto. Una delle tue infinite scommesse, ma questa ha un sapore speciale.

Ti racconto quello che ho pensato ieri durante la Messa.

Ci sono persone a volte che vengono scelte per dei compiti importanti. Durante il percorso da compiere ci sono alti e bassi, cose che sembrano colpi di fortuna o sfortuna. In realtà è un cammino che si mostra. Quello che oggi ti può sembrare troppo poco domani potrebbe diventare troppo grande, ma in realtà fa parte di un unico puzzle. Le grandi fortune a volte portano a compiti importanti e poi si dovrà trovare la forza per realizzare un impegno così grande.

Con questo non voglio impressionarti, anzi. Voglio solo dirti che comunque vada, sarà la cosa giusta per te e che domani ti porterà a fare altre cose, sicuramente ancora importanti, in ogni campo che sceglierai. L’unica differenza di oggi, è che questa è anche la cosa che a te piacerebbe fare per davvero. Allora mettici il cuore, non sarà tanto Dante che ti aiuterà a superare la prova ma come tu lo racconterai. Tutti sanno chi è Beatrice, ti ricordi?, ma come ha accompagnato il Sommo Poeta, non tutti lo raccontano allo stesso modo.

Ecco, ricordati di metterci parte di te in quello che fai. Abbi lo stesso coraggio di quando hai detto a Suor Giuseppina che avevi ragione per le prove invalsi, o a Suor Angela sulla scala Mercalli e Richter, o i temi su Marte che ammutolivano Fabiola. Tu sei sempre lo stesso bambino speciale, il mio pazzo bimbo, che ha scelto me a tutti i costi.

Non so se ti ho mai parlato di questa cosa, ma oggi lo faccio. Prima di te stava arrivando un altro figlio, l’ho avuto per tre mesi e poi l’ho perso, così, senza nessun motivo apparente. Dopo due mesi sei arrivato tu, silenzioso ma sorridente, che da sempre ha dimostrato di essere unico. E io sono stata orgogliosa di averti e non smetterò mai di esserlo, comunque vada domani.

Voglio dirtelo oggi perché a cose compiute sarebbe facile ogni commento. Ma quello che penso di te è questo, oggi come domani. Sii sempre il mio Salvatore, quello che non porta solo il nome dei nonni, ma quello del Signore.

Non mi prendere troppo in giro perché sai che mi scappa la lacrima adesso, perché potrebbe succedere anche a te. Ma noi siamo duri dal cuore tenero e il mondo ha bisogno di noi, perciò andiamo e partiamo per la battaglia.

Comunque vada sarà un successo.

E che la paolinite non sia con te domani

Ti abbraccio. Queste parole potrai leggerle in ogni momento della tua vita. Il mio amore per te non cambierà mai

Mami

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