Una vita a foglietti

I fiori freschi

Questa pagina è proprio dedicata. Dedicata a chi capirà di chi sto parlando, a chi si sentirà tirato in ballo, a chi sa di essere dentro queste parole, a chi sa di essere responsabile di questo orrore.

È una foto di diversi giorni fa. Se qualcuno me ne chiedesse conto, e mi auguro vivamente che ciò accada, ma non sarà così perché so di cosa e di chi sto parlando, mi preoccuperei non di rispondere a delle domande, ma di porne.

Un cimitero, la visita per una perdita da un lustro. Sapete quanti anni ci sono in un lustro? Cinque. Cinque lunghi anni durante i quali qualcuno, su questa tomba, in onore della persona che è dichiarata sulla lapide, va a portare fiori freschi, ma anche finti, di quelli orrendi di plastica che ti dà la reale percezione di cosa regni nei loro cuori.

Cinque lunghi anni di potenziali preghiere, di ricordi, di qualche lacrima, di un sorriso mentre si ripensa ad un passato comune fatto di amore, affetto.

Cinque lunghi anni durante i quali, davanti a quella foto, c’era qualcos’altro, c’era qualcun altro che, non gridando, ma in silenzio, come fanno le voci dei morti, chiedeva “PERCHE?”

Perché mi avete cancellato?

Perché mi avete umiliato?

Perché mi avete relegato non solo nel silenzio della morte, ma anche alla scomparsa dagli occhi del mondo?

Perché pensate che un qualunque motivo, dopo ancora cinque anni, possa giustificare la mia presenza/assenza in questo posto?

Perché  avete permesso che ad un essere umano, conosciuto, qualcuno potesse fare tutto questo?

Perché…..????

Io l’ho fatta questa domanda.

Io che sono ancora viva e che incontro queste sagome che,  poiché parlano, pensano di avere il diritto di essere definite “persone” e mi hanno risposto:

“Non ne vale la pena”

Potete provare ad immaginare cosa significa una frase del genere detta a me, che sono parte in causa in questa storia?

Provate ad immaginare la frustrazione per l’impotenza di non poter combattere contro una cattiveria indicibile a monte, ma allo stesso tempo ad una disumanità talmente disarmante da lasciare senza parole?

Non vale la pena riconoscere ad un essere vivente il diritto, dopo la sepoltura, di avere un nome un cognome una data di nascita e di morte, una foto…

Chi vuole rispondere a questo?

CHI PUO’ RISPONDERE A QUESTO?

Ho una lista lunga quanto un’enciclopedia di persone che hanno contribuito a questi orrori.

Ho la certezza che sono state compiute bassezze e crimini che neanche la legge, questa legge in cui si mescolano personaggi difficili da definire, ha voluto punire.

C’è stata una corsa al lavaggio delle mani, altro che Ponzio Pilato, che potevano organizzare una Maratona per i tanti partecipanti, ma questa cosa qui, questo silenzio, questa negazione della vita, proprio non ce la faccio a sopportarla ancora.

Quando è stata scoperta sono finita in ospedale. Adesso che continuo a subirla mi manda al manicomio.

Lo ammetto. Non ho problemi a riconoscere che quando si parla di sentimenti e di affetti sono molto debole, potete farmi tanto, tantissimo male.

Ma quello che non riuscite a capire e che non riesco a capire io, è come si possa vivere una situazione del genere e far finta di niente.

Come potete andare a portare ancora dei fiori freschi a qualcuno e non avere quella lapide muta a spezzarvi il petto, non dico cuore perché non lo avete, e poi tornare a casa, riprendere la vostra vita normale, continuare ad avere a che fare con chi è vostro complice di quell’orrore?

Siete immondi. Siete imperdonabili. Siete quanto di peggio possa esserci. Siete falsi come quel luccichio che vi siete spalmati addosso pensando che potesse nascondere ciò che davvero siete. Vorrei aggiungere che siete inutili, ma mi sbaglierei e sapete perché? Qualcuno mi ha fatto notare che il contrario del termine “inutile” dovrebbe essere “utile”, ma nel vostro caso c’è un’eccezione: voi non solo non servite, ma fate danno, perché nella vostra mancanza di umanità, coscienza, valori, create ancora più marciume. Perché da gente come voi se ne generano altri che, col vostro esempio, sono ancora peggiori di voi.

Se la razza umana sta cadendo così in basso un motivo c’è.

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