Una vita a foglietti

Il giovane vecchio che arriva

Il silenzio è sembrato doveroso in questo periodo di ‘nciuci. Come sempre avremmo commentato il sarà, il vedremo e cose del genere.

Oggi ci dovrebbe essere qualcosa di nuovo nell’aria, ma chissà perché, già sembra vecchio anche questo. Confesso che ho ascoltato poco; a volte pensieri e turbamenti personali possono distrarre dalla “cosa pubblica”, ma la sensazione non promette cose buone. Perché? Il primo pensiero ieri sera è stato: abbiamo avuto il governo Letta, fatto da persone che non erano in corsa e che non avevano i numeri per governare, ma si sono “apparati“. Oggi che il comando del PD lo ha preso Renzi, diventa Presidente del Consiglio. In questo paese in cui l’unica cosa che sembra certa è la distanza tra il cittadino e i suoi politici, giustamente abbiamo cambi alla guida solo con pit stop, ma senza giro di ricognizione. Quando compri una Ferrari, ti fanno fare un corso per abilitarti alla nuova velocità, perché si rischia di diventare pericolosi per sé e per gli altri. Noi italiani siamo costretti ad essere temerari. Ci buttano in una nuova avventura senza chiederci se vogliamo partecipare, o se abbiamo le cinture allacciate. Cosa dobbiamo pensare? Siamo quasi sicuri di aver visto tutto ma non è detto e per il prossimo ignoto giro futuro, spero non ci restino solo profonde preghiere.

Rispondi