Una vita a foglietti

Il lettore oscuro

oscuroSapete che ho scritto molto  e molte volte i miei pensieri erano per qualcuno in particolare.

Anche oggi me ne sono venuti in mente alcuni che proprio non possono essere sprecati.

E il titolo era importante, perché io so di avere degli “ammiratori” segreti, che, nonostante i numerosi impegni delle loro formidabili giornate, trovano qualche minuto da dedicare anche a me, piccola ruota di un carro che ho trascinato per parecchio ma poi, come ben sapete, le “cose” si consumano e vanno cambiate.

E allora mi sono detta: perché non parlare direttamente al cuore di questa persona?

Perché non fargli sapere che mentre scrivo io rido pensando alla sua faccia, che perde l’aureola del santo e viene allo scoperto per quello che è realmente? Un “fallito”: nell’animo. E non solo in questo. Fallite sono le persone che non sanno provare sentimenti, falliti sono quelli che per beni materiali calpestano tutto e tutti: fallite sono le persone vili.

Ti stai arrabbiando? Ti piacerebbe avermi di fronte per fare qualcuna delle tue belle minacce, di quelle che riservi alle persone “care”, in presenza di persone “carissime”?

Come ci si sente a volere fortemente dire qualcosa a qualcuno e non poterlo fare? E immagina anche una piccola differenza: tu non puoi cercarmi! Non puoi. IO SI. NOI SI.

Ti abbiamo cercato a lungo. Per chiedere spiegazioni di una follia, di un operato che non aveva motivazioni. Ma sei sempre scappato, come è tuo costume. E poco importa se qualcuno, nel cerchio sempre più stretto che ti sta stringendo il collo, ancora crede o fa finta di credere che sei una bella persona.

È finita.

Con chiunque riesca a guardare indietro, a tutto ciò che di immondo è stato consumato negli anni, in maniera obiettiva, la voce è unica.

Per te si usa il termine che persino tu ti sei finalmente attribuito, ma io dico che non è completo. Alcune azioni a volte possono essere giustificate da una reale necessità: c’è chi ruba per fame. Tu non hai nemmeno questa scusante. Tu sei CATTIVO, un danno, un parassita per la società. E se ti consola, sei in buona compagnia. Non a caso vi alimentate a vicenda, come vasi comunicanti: come si abbassa il livello di uno, l’altro compensa. Ormai un sincronismo perfetto, dopo anni di lavoro sul campo!

Ma ovviamente anche la confessione l’hai fatta in privato, a bassa voce. Giusto il tempo di provare a far diventare le tue colpe più piccole di quelle degli altri. Ma le Reazioni degli altri, di TUTTI gli altri, sono solo la logica conseguenza di quello che tu hai fatto.

A te, le persone che ti passano accanto, servono soltanto ad uno scopo: USA E GETTA, come nelle migliori teorie consumistiche del nostro tempo. Così accecato dall’avere, hai perso per strada quello che è più importante: l’ESSERE. Non hai fatto neanche in tempo, tu e i tuoi degni compagni di viaggio, ad accorgerti che chi vi stava vicino, chi credeva a tutte le bugie di cui ci avete nutrito per anni, lo faceva per un motivo che a voi è sconosciuto e dunque non potevate riconoscerlo: AFFETTO.

Sei così confuso su questo punto da non distinguere più nemmeno i ruoli: figlio, genitore. Chi ama chi? Quando decidi di essere figlio o padre? Quando è importante fingere di tutelare una cosa e cancellare l’altra?

Le persone “normali” accettano e sanno quello che sono. Naturalmente amano chi ha lo stesso sangue, chi è carne della sua carne. Non devono scegliere.

Un cuore, uno qualsiasi, può sopportare un mare di affetti. L’unica cosa che lo può distruggere è la cattiveria.

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