Una vita a foglietti

Il popolo degli indignati

Sì, siamo proprio un popolo così. Di tante persone che si sentono in dovere di manifestare la propria disapprovazione verso un modo di fare, verso delle decisioni che non sente giuste. Cosa mi state chiedendo? Sì, io sono italiana e sto parlando degli italiani! Non vi riconoscete anche voi in questa nazionalità? Non vedete quante persone stanno parlando e facendo parlare di  un ultimo grave episodio che è accaduto qui da noi? E’ argomento per tutti, almeno ieri TG, programmi radio, un po’ tutti parlavano di lui: il signor Priebke.

Ce lo siamo tenuti nella capitale per anni senza che nessuno lo “…” o meglio considerasse, ma chi lo incontrava, oggi ricorda il suo sguardo “gelido”. Era agli arresti domiciliari se non baglio, a spese di chi? Lo chiedo, non lo so. Ma ora è morto. Come capita a tutti sapete, buoni e cattivi e il suo desiderio di essere sepolto con la moglie in Argentina non è stato realizzato per il veto dei sudamericani. E dunque nasce il problema qui.

Funerali sepoltura manifestazioni, ma che volete? Noi siamo davvero gli indignati, ma del giorno dopo.

C’è una storia giusta o sbagliata che ha permesso che esistessero uomini come lui, o peggiori o sicuramente anche migliori, ma noi quella storia non l’abbiamo saputa o voluta cambiare. Hitler e Mussolini hanno cavalcato un’onda di malcontento che attraversava interi paesi e qualcuno in buona o cattiva fede glielo ha permesso. Non sto giustificando niente, ma siamo ciechi e la storia non la conosciamo o almeno da lei non impariamo nulla. Oggi parliamo o ci fanno parlare di un morto, ma questo serve spesso a coprire altri fatti importanti che stanno accadendo da noi, decisioni che si stanno prendendo che pagheremo domani e forse diremo:  ”Ma quando l’hanno deciso?” Proprio mentre noi parlavamo del tedesco, degli ideali, continuando ad accusarci tra comunisti, fascisti e tutte queste etichette stantie che riempiono la bocca senza significare più niente. E poi leggo, nella mia piccola città di Cava, che un nostro esponente politico che non nomino per evitargli pubblicità gratuita, perché è quella che cerca credo, ha proposto di seppellirlo qui da noi! Forse spera di far diventare il suo loculo meta di turisti, in modo da risollevare l’economia di una città che ne ha bisogno!

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