Una vita a foglietti

Il Trafficante di sogni – Giacomo Casaula

GiacomoLa prima volta che ho visto Giacomo Casaula è stata una sorpresa, un primo passo. La seconda volta un’attesa, per cercare conferme. La terza volta è proprio una cosa seria: spettacolo in piena regola. È con questo spirito di grande curiosità che ci accomodiamo ancora una volta nella sala del CUC, ospiti della signora Annamaria Garofalo, pronti a goderci quest’anteprima di Giacomo Casaula e della sua band: Francesco Oreste alla chitarra, come Davide Trezza, Marco Forleo al basso, Ernesto Tortorella alle tastiere, Luca Senatore alla batteria e Ermelinda Siani voce aggiunta.

Li presentiamo subito perché loro non sono solo accompagnatori, sono parte integrante, sono compagni di questo “Trafficante di sogni” nel viaggio che sappiamo da dove parte, ma sinceramente non vediamo ancora dove  si potrà fermare. Non deve essere stato un caso la scelta del monologo di Baricco, “Novecento” che non è l’apertura della serata, ma è stato sicuramente il suo picco più alto: il dramma della scelta, il limite dell’infinito e la certezza del limite. Dov’è la fine del mondo? Perché da cose finite, come i tasti di un pianoforte che sono solo 88, si generano cose infinite come la musica…  e la necessità di avere coraggio per vivere, in una Terra colpita dagli uomini e uomini colpiti dalla follia dei loro simili… I temi affrontati sono grandi, Giacomo è provato dopo questa esibizione: lui stesso ha vissuto l’esperienza di un’immensità persa nel perimetro di una nave…

Ma nella valigia di un trafficante ci sono tanti articoli, De Andrè, Eduardo, Pirandello, Catullo, Shakespeare e pezzi di manifattura artigianale: ma non vi elencherò i dettagli della mercanzia, vi racconterò del loro effetto dopo l’esposizione.

Il mercante Giacomo ha dimostrato di avere qualità immense e la prova che ha affrontato, come sempre, è stata soprattutto con se stesso. Ha messo su uno spettacolo di forza, di valori, di sogni. E alcuni sogni li aveva già sognati, erano quelli della certezza, dei colossi. In loro ha riposto tutta la sua fiducia ed è stato splendido. Se c’è stata una “pecca” ed è già forte come termine, è stato forse nel momento del “suo” sogno: quello nuovo, quello appena partorito. Un bimbo appena nato che non sa ancora camminare e di cui lui è un papà giovane e dunque inesperto. Se sei stato bravo zio, sarai ottimo papà. Abbraccia di più la tua creatura, dalle la fiducia che merita e crescerà forte come quelli che hai conosciuto così bene, così profondamente da riportarli in vita a distanza di tanti anni.

Rivivere i sonetti di Shakespeare, i passi di Pier Paolo Pasolini e la sua Bandiera Rossa, il dramma e l’umorismo di Eduardo “…non vi chiedo di pregare per me, ma vi chiedo di non proibirmi di pregare per voi..”, è stato emozionante. E le canzoni di De Andrè… Bocca di Rosa lui la cantava quasi come una nenia, con la rassegnazione a volte tipica di un vissuto diverso. Giacomo ci mette rabbia, la sua condanna all’ipocrisia viene più dalla voce che dalle parole. E poi (Erme)Linda. Sembra una bomboniera: carina, impeccabile, una bellissima voce pulita che tenta di addolcire il tono forte dell’ingombrante vicino. Ma la convivenza è dura per lei. La sua sarà carriera di cantante, lui è un camaleonte e sul palco la mimetizza con la sua stessa pelle.

Sei un mostro di bravura. Dal palco riesci perfino a mangiarti il pubblico con gli occhi. Quello sguardo profondo che ti serve per attraversare anni e secoli per vestire i panni di altri uomini, trafigge anche noi della sala. Non hai tempo né voglia di aspettare di sapere cosa ti diranno dopo: vuoi catturare le loro emozioni al momento: SONO TUE. Devono restituirtele. Fai Paura. E, ripeto, sei splendidamente accompagnato.

Vai leone, lupo, pantera, cacciatore più che mercante di sogni. Ci hai lasciati facendoci  sapere del tuo prossimo impegno, su un palco che oggi va per la maggiore quale Il Blu di Prussia di Napoli tra pochi giorni, il 17 di dicembre. Ma ci hai anche detto che “sognare non vale niente se non si lotta per i propri sogni.”

Noi ne siamo convinti, così come sappiamo che in un futuro non molto lontano saranno ancora più famosi i teatri che ti vedranno protagonista. E allora ribadisco un piccolo pensiero. Metti nel tuo sogno un po’ di forza in più. Dagli credibilità in modo che non passi inosservato nell’esposizione della tua già ricca e meravigliosa mercanzia; ma il manufatto originale, va valorizzato ancora di più.

Noi aspetteremo perché il premio che ci regalerai sarà fantastico.

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