Una vita a foglietti

Il velo oscuro

veloNon è una bella sensazione sentirsi prigionieri. Mai. E le prigioni non sono solo quelle con le sbarre.

Ce ne sono di peggiori. Ci sono quelle che ti ricoprono come un velo oscuro, pesante, che ti lascia camminare, ma che in realtà ti conduce verso percorsi obbligati. C’è qualcosa di tremendo nel provare questa sensazione.

È un cappio alla gola che non ti soffoca, ma non ti lascia riempire liberamente i polmoni.

È un macigno che ti rallenta il passo, ma non ti impone di star fermo.

È una lente scura che rende il cielo grigio, anche quando c’è il sole.

È la freccia che ti indica il senso unico, anche se è nella direzione sbagliata, quella che fa paura.

Questo è il velo oscuro che a volte devi indossare. Come se fosse un’armatura per andare in guerra, ma è una guerra che hai già perso per il semplice fatto che hai dovuto iniziare a combatterla.

E le tue armi non dovevano essere affilate, potevano essere parole.

Le tue battaglie non prevedevano spargimento di sangue, volevano abbracci.

I tuoi incontri non si reggevano sulle bugie, erano preghiere.

Preghiere urlate, preghiere silenziose, preghiere nascoste; ce ne sono state di ogni tipo, di quelle conosciute e quelle scoperte per le occasioni che si creavano, quelle che la battaglia imponeva. Ma si sono perse tutte allo stesso modo, di fronte ad un disco incantato, una litania senza nessun significato, privo di ogni umana logica.

Quando non ci sono orecchie disposte ad ascoltare labbra che hanno da raccontare qualcosa attraverso il suono delle parole, allora c’è bisogno di altro.

Ed è la sconfitta. Per tutti. Indistintamente. In ogni conflitto qualcuno pretende di aver ragione e questa può e deve essere riconosciuta. Ma sotto il peso delle bombe, non resteranno le parole e le buone e le cattive azioni. No. Resteranno anni di vita buttati, cuori spezzati, incomprensioni e sogni infranti. Insomma macerie. Dovunque.

E quella sensazione orrenda del velo oscuro sulle spalle, che ti accompagna apparentemente come un cane fedele, ma in realtà è una bestia feroce che impone il suo passo, le sue esigenze, le sue manie.

Peccato vivere così: trascinando i piedi senza poter correre, amando senza gioia, convivendo senza condividere.

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