Una vita a foglietti

Infinito

La cosa più giusta sarebbe stata non dare nessun titolo a questo foglietto. Un titolo ha spesso un limite, una zona dentro la quale spazia il tuo pensiero. In questo caso non è adatto, non basta. Per questo gli affido un nome senza limiti, come è bello che sia.

Vengo da tre giorni in Toscana, da Castelfalfi, per un weekend che doveva essere di lavoro e svago, ma che in realtà è diventato tanto altro.

Eravamo tanti, forse pochi… tutti quelli che hanno deciso di fare un percorso, di porsi un obiettivo e raggiungerlo. Eravamo noi: Rosanna, Ketty, Gracy, Silvia, Diana, Claudia, Lucia, Liliana,  Anna, Enrica, Emanuela, Tiziana, Alessia, Nadia, Jenny, Laura, Nicole, Paolo, Salvatore, Federico, Giuseppe, Massimiliano, Cristiano.

Un gruppo di persone che non si conoscevano ancora abbastanza, ma che avevano in comune un desiderio: esserci.

Il viaggio in macchina, le colline toscane che ti accolgono come corpi di donne sinuose: esposte, belle, calme, intoccabili. Le strade tortuose, la meta vicina che sembra non arrivare mai, ma in realtà sta solo facendosi desiderare, per svelarsi in tutto il suo splendore.

Un luogo maestoso, che ti colpisce innanzitutto per il suo silenzio. Le classiche costruzioni da fiaba, da cui potrebbe uscire il re con la regina e la corte, invece persone da tanti luoghi diversi e noi stessi, che ci ritroviamo a rappresentare molte regioni italiane.

In occasioni del genere, penso si arrivi con stati d’animo di attesa, curiosità e anche un po’ di timidezza, perché non conosci tutti e sai che in qualche modo dovrai metterti in gioco.

Ma il mio non sarà un racconto di ciò che è stato fatto.

Quello che voglio conservare qui sono le mie emozioni, le ricchezze che ho rimesso in valigia e tutte quelle che non hanno trovato posto, perché troppo grandi per essere riposte.

In questi giorni ho ascoltato chi ha dato un ruolo alle PAROLE. Chi mi conosce sa cosa significano per me, il rispetto che ne ho e l’importanza che riconosco loro. Ebbene, ho scoperto ancora di più sul loro conto, e la conferma di tutto il potere che hanno.

Ho trovato la chiave per aprire le porte dentro cui avevo depositato RISPOSTE che conoscevo, ma che usavo poco.

Ho avuto una nuova lettura del TEMPO, quello di cui parlo spesso nel suo concetto immenso, di grandezza e di relatività insieme, ma che è stato rivalutato in termini di ore e minuti. Perché non c’è nessun prezzo che si può pagare per riavere il tempo perso.

Ho ottenuto la prova vera, vissuta, non quelle degli slogan nei post, che non dobbiamo mai permetterci di GIUDICARE le persone che ci stanno di fronte, perché non possiamo sapere cosa nasconde il loro volto, né dietro smaglianti sorrisi, né nella velatura delle lacrime.

Ho scoperto la forza della CONDIVISIONE, il coraggio di svelare i fantasmi nascosti e far cadere maschere e barriere, ritornando al semplice ruolo di esseri umani veri, fragili, indifesi, ma allo stesso tempo invincibili dietro le spesse cicatrici, sotto i macigni di vite difficili, ma che si è avuto il coraggio di affrontare, vivendo per cambiarle.

Ho percepito il rispetto del SILENZIO e la voglia di ascoltare, perché nel silenzio che concediamo agli altri nel momento in cui lasciamo loro lo spazio necessario per disfarsi delle zavorre nascoste di pensieri spesso conditi di profondo dolore, raccogliamo noi stessi la forza per aprire il nostro sacco pieno di fantasmi.

In quella nostra speciale serata siamo arrivati da single, e ce ne siamo andati a letto ognuno con i nostri piedi, apparentemente come eravamo arrivati, ma in realtà ci eravamo scambiati regali  come sotto l’albero di Natale, che ci hanno uniti, rendendoci un unico corpo, un vero gruppo. Regali che ci rendevano più forti verso le nostre paure, più aperti verso le storie degli altri, più consapevoli che è nostro diritto Vivere la vita che desideriamo e non quella che vogliono farci subire. E soprattutto della Fiducia che dobbiamo avere nelle Nostre emozioni. Nessun potrà mai permettersi di insinuare un dubbio su ciò che è stato, semplicemente perché non c’era. E chi non sa, di certo non può provare a cambiare la mia esperienza.

Questo è il mondo che ho scelto. Un mondo in cui non devi nascondere chi sei e ciò che sei, anzi: devi assolutamente cercare le risposte ai tuoi dubbi, devi pretendere di crescere e vivere senza scuse, senza limiti e soprattutto devi avere la consapevolezza che puoi permetterti un sogno. Un sogno che condividi con chi ha la tua stessa Visone, che lavorerà per arrivare allo stesso obiettivo.

Se qualcuno mi chiedesse oggi perché siamo stati portati in quel posto specifico, risponderei: per il panorama.

Da quelle colline c’è uno spettacolo che racconta l’infinito e che non è mai uguale. Sfumature di verde vivo, di olivi che sembrano d’argento nel riflesso del sole, terra arata e colline che si mostrano aride, ma che daranno certamente i loro frutti perché bagnati da acque che appaiono immobili, stagnanti nella calura del sole, ma che col tempo arrivano dove servono. Un cielo immenso che laggiù in lontananza, sembra quasi ricoperto di una foschia che a tratti nasconde dei giganti, che sono pale eoliche: un caso?

No. Io ci trovo l’energia che è la spinta del nostro fare. Ci trovo la grandezza del nostro essere parte di un mondo che ci vuole protagonisti e ammiro questo cielo, sincero, positivo, invitante: azzurro come il mondo BEHEALTH.

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