Una vita a foglietti

ITALIANI

referendumItaliani. Così si rivolgeva a questo popolo un signore del passato: l’invito a catturarne l’attenzione, ad esaltare l’attesa per un annuncio. Un signore criticato per anni perché FASCISTA, ma che oggi è tornato di moda, con un nome nuovo e un look diverso e quindi il popolo italiano accetta il suo di annuncio: Non andate a votare. E il 70% di questo popolo che fa trecento trasmissioni a sera di finta rivolta, che va a fare l’intervista in tutte le regioni  del Bel Paese per documentare un grado di disagio, sofferenza, povertà, si permette di dargliela vinta.

Così mi viene in mente di parlarvi cari ITALIANI. Per chiedervi:

Ma che popolo siamo?

Ma chi sono le persone che si lamentano?

Ma chi si permetterà ancora di dire che abbiamo problemi, che la classe politica fa schifo?

Chi è senza peccato in questo Paese?

Dopo migliaia di messaggini inviati, commentati, pubblicizzati abbiamo avuto la forza di non raggiungere il 51%?

Badate bene che non discuto su quello che avreste dovuto votare, ci mancherebbe, ma quel gesto, quell’alzarsi dalla sedia, dalla poltrona del divano e andare a votare? Perché non l’avete fatto!

Caso mai eravamo andati al mare. Le votazioni fatte nella bella stagione mettono sempre a dura prova la nostra fedeltà ai principi e ai doveri, se poi dall’altra parte c’è la giornata in spiaggia, o la gita fuori porta con gli amici. “Tanto che votiamo a fare”, questa vergognosa frase che sento ripetere da anni, che ieri un ragazzino stesso mi ha detto e a cui ho risposto “Vai a votare perché è importante”, ma non so nemmeno se mi ha ascoltata. Oggi sono pervasa da sentimenti di rabbia profonda. Rabbia verso queste persone che compongono la nostra società e che sono assolutamente delle nullità.

E tu caro Renzi, hai poco da bearti di questo ennesimo misero successo di merda che hai ottenuto. Tu sei a capo di un popolo di molluschi e non c’è da esserne orgoglioso. Tu hai usurpato un ruolo che non ti spettava, tu stai manipolando la nostra vita e purtroppo chi te lo permette, è peggio di te.

A dimostrazione di quanto siamo davvero poca cosa, vi racconto un episodio che di sicuro non è l’unico, ma che mi ha decisamente colpita perché dimostra la superficialità delle nostre azioni e che poi diventa il modo di fare corrente di tutti. Perché noi non sappiamo informarci, non sappiamo decidere, non vogliamo capire. Perché se fai parte di un gregge, speri sempre di essere quello in mezzo, che non prenderà i morsi del cane che ti impone di stare in fila. Ma non è solo questa la nostra vita, perché non lo capite?

Ma ritorniamo al fatto. Persona annuncia di aver ricevuto un incarico: e via tutti i complimenti che si sprecano nella sua bacheca etc etc. Poi però può capitare che qualcuno l’articolo in questione lo vada a leggere e scopra che dal titolo così ben pubblicizzato, sia stato solo tolto un piccolo punto interrogativo. “?”

In grammatica questo segnetto cambia un’affermazione in una domanda, in qualcosa che non è ancora certo, che potrebbe essere, ma…

Perché vi ho portato questo esempio? Perché davvero vorrei che ognuno di noi pensasse. PENSATE. Ogni azione ha una reazione. Se diamo tutto per scontato le cose non cambieranno mai. Molti italiani hanno pensato che comunque non saremmo arrivati a questo 51% e hanno rinunciato, molti altri ripetono la frase che ho sentito dal ragazzino ieri, ma non ci rendiamo conto che tutto quello che lasciamo andare, qualcuno lo usa per diventare più forte contro di noi? Ho sentito che l’unica Regione che ha superato il quorum è la Basilicata. Sarà un caso che sabato guardavo un documentario su Matera, su come gli abitanti hanno saputo nei secoli rispettare il proprio territorio, tutelandolo e portandolo fino ad oggi ancora ricco delle sue bellezze?

Guardate l’essenza delle cose. In questi contenitori vuoti dove stiamo buttando la nostra vita, costruiamo personaggi falsi, immagini che si pubblicizzano, si vantano, si celebrano e poi non hanno niente dentro. Pupazzi, marionette che credono di essere burattinai e che non fanno altro che mostrare i fili che li tengono su.

E se ripenso a Renzi, a quel suo modo di fare da giovane guappetto, che se all’inizio poteva sembrare un’alternativa al vecchiume che regna in quel palazzo di potere, oggi è ancora più ripugnante da guardare e da ascoltare. I vecchi almeno mostrano le proprie rughe, lui è un giovane marcio ed è ancora peggio da guardare. E da ascoltare.

Riflettete, riflettiamo su come stiamo sprecando le nostre vite, su come stiamo contribuendo a distruggere questa Terra che ci accoglie da millenni. Se poi ci sputa addosso un po’ del suo rancore, non dobbiamo nemmeno lamentarci. A volte mi chiedo se riuscirà a migliorare la mira!

Buongiorno mondo, buongiorno Italia, buongiorno Cava. Al di là di pochi commenti di amici come Max o Miriana, vedo che abbiamo già tante altre cose da fare. Se non ci fermiamo neanche a riflettere sulla gravità di una sconfitta del genere, se l’accantoniamo come una delle tante senza mai avere la responsabilità di un esame di coscienza, davvero la vedo dura.

Eppure io stamattina mi sento estremamente delusa, arrabbiata. INCAZZATA nera per la precisione. E forse vi avverto solo. Non parlate ancora con me delle cose che vanno male se poi non usate nessuna delle armi che avete per provare a cambiarle.

Buona giornata

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