Una vita a foglietti

Juve – Napoli

maradonaCava 11/11/13

Voglio impegolarmi in questo discorso. So che farò danni ma non importa. A dei foglietti si confidano segreti e pensieri, non sempre giustizia.

Io questa partita la odio. Le altre, anche quelle di Champion, o altri scontri importanti, mi danno un sacco di tensione che a volte non riesco a guardare, ma questa non la sopporto già da prima. E forse motivi ne ho.

Ho il timore che non la giocheremo (se non l’ho detto prima, preciso che tifo Napoli eh?), ho il timore che non ci sia imparzialità, ho il timore di vedere l’ugola d’oro di Conte esultare. E puntualmente mi accontentano. E io divento verde (ma senza la forza di Hulk). Cerco di mantenere l’attenzione sui nostri errori, il primo è che arriviamo sempre a brache calate. In quel di Pechino, dimostrammo quanto potevamo farcela a vincere, ma: terra straniera e arbitri di casa. Sono uomini, sbagliano. Ieri pure, ma sarà un caso di mala Sanità, ne hanno messo uno col braccio ingessato. Il buon Piccinini diceva che era di “poco” in fuorigioco. Ma poco o tanto non è regolare (chiedi a Paloschi) e quello che non hanno sottolineato è che Reina ha fatto altri due grandi interventi su azioni irregolari non segnalate!!! Anche se le tre zeppoline dopo le abbiamo accettate lo stesso. Poi c’è Pirlo che merita sempre l’omaggio alla carriera, perché lì, nel dubbio, se lo vedi a terra, fischi.Mentre Maggio è giovane fresco e può resistere a spallate sulla linea di fondo, per non parlare dell’inchino del Pipita al giovane Ogbonna, erede di un vero maestro, il Giorgio. Anche perché loro sono poco riconoscenti. Mica ci ringrazieranno per aver risvegliato il Number One Gigi! Complimenti, era da tempo che non ti vedevamo così reattivo!

Ma non crediate che sia arrabbiata con gli arbitri, ieri hanno influito poco e niente. Il grosso l’abbiamo fatto noi lasciando che forse bruciasse solo al piccolo Lorenzo quella canzone cantata così male da gente con accento poco partenopeo. “Oi vita mia” o Soldato innamorato, come volete voi, è nostra. Appartiene a chi l’ha sentita cantare col cuore verso qualcuno che un tempo la maglia bianconera la faceva volare dentro la porta, te lo ricordi Tacconi? Gli striscioni sul Vesuvio li evito, lì ci penserà madre natura, che al momento non è corruttibile, né sensibile al fascino della Signora.

Ecco: questa è Juve Napoli per me. Una partita che mi fa perdere le staffe, che vorrei cancellare, che non riesco a seguire con lucidità, ma con dolore. Con tossine che infettano corpo e mente. Però ho una tattica per il dopo: cambiate canale, guardatevi un pò di pattinaggio artistico su ghiaccio. E’ una delizia e vi farà dormire col cuore in pace.

Perché poi inizia una nuova settimana e noi, andiamo a lavorare. Veramente.

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