Una vita a foglietti

La grande colpa di Marc

marc mCi ritroviamo qui. Sono passate due settimane e confesso di aver sperato, forse come qualche milione di altre persone, che tu potessi essere rinsavito caro Marc di nome e di cognome Marquez. Che 15 giorni sulla cresta di un’onda di  melma (a volte ricordo di essere una signora!), potessero essere bastati a farti rinsavire. Sai, in genere si concede alle persone di sbagliare: Errare humanum est… quello che ci ha dato molto, ma molto fastidio, è che tu abbia voluto continuare la frase,  perseverare autem diabolicum.

E ti spiego perché e anche cosa significherà secondo me questa tua scelta.

Non solo perché hai voluto sporcare la conquista di un titolo. Nessuno sapeva con certezza se Valentino l’avesse potuto realmente vincere, ora sappiamo con certezza che Lorenzo non l’ha saputo vincere da solo. Ed è colpa tua.

Hai portato, in un mondo che non ha mai conosciuto comportamenti del genere, un precedente gravissimo. Cosa ne pensi se dal prossimo campionato, a rotazione, ognuno dei piloti che ti passerà accanto o che dovrà azzardare un sorpasso su di te, non possa pensare con la tua stessa testa e darti fastidio solo perché gli stai sulle scatole? E immagino che da ieri stai sulle scatole ad un sacco di gente.

Hai dimostrato di essere un pischello immaturo e di gente senza attributi, questo sport non ha bisogno.

Hai buttato all’aria, per il momento, la ciliegina su una carriera luminosa come quella del dottore, quella che hai provato ad offuscare, ma che, da bamboccio quale sei, hai solo contribuito a rendere più grande.

Le povere e deboli scuse che avete provato a dare a fine gara, sono state più vergognose della squallida messa in scena della gara. E forse solo Lorenzo, non so se per ingenuità o per problemi di lingua, ha candidamente offerto la spiegazione dei  “due spagnoli che l’hanno accompagnato affinché il mondiale restasse in Spagna”. Perché, da solo non ce la faceva a lasciarlo lì?

Siete miseri e squallidi. Deve essersi sentito molto solo Lorenzo mentre riceveva il tributo di una piccola folla, mentre il resto del mondo applaudiva il vero campione.

Questo, caro Marc di nome e di cognome Marquez, non lo puoi combattere. Di te devo e dovrò sempre ripetere dati anagrafici, tu non sei e non sarai eterno. Tu nella storia ci sei entrato dalla porta di servizio e da lì ne uscirai. Valentino è stato grande, è stato cattivo, anche stronzo. Ma lo è stato con i SUOI avversari, non quelli degli altri. Non ti puoi permettere di paragonare le lotte che lui ha avuto nella sua lunga e strepitosa carriera con avversari di ogni genere, con questa rappresentazione di pochezza, invidia e meschinità che hai messo in scena non una, ma due, tre volte.

Spero, per te, che tu possa provare un bel po’ di vergogna il giorno in cui realizzerai davvero la gravità di ciò che hai fatto. Tu hai portato lo sporco in un mondo che forse nei box, con i grandi interessi che ci sono, poteva non essere immacolato, ma sulle piste, lì dove tu hai sottolineato che si ha a che fare con la morte, e quel tuo rivale a macchia gialla di amici ne ha lasciati sulla striscia nera, lì no. Lì è consentito l’errore, umano e tecnico, si perdona l’inesperienza, si perdona chi ti butta fuori incolpevolmente all’ultima curva, ma non chi si studia a tavolino una tattica contro un singolo pilota.

Questo sarà il tuo marchio a fuoco piccolo spagnolo che potevi diventare grande, ma che la poca intelligenza e lungimiranza, hanno condannato a piccolo e vergognoso.

Se fossi in te cambierei sport. Spero che cambino nel frattempo i tuoi sponsor, che cambino le persone che ti stanno vicino, perché o ti hanno consigliato male, o non sono stati abbastanza importanti per te da indurti a ragionare e a cambiare quel piano da verme viscido e infame che hai portato a termine.

Come vedi piccolo spagnolo che ha mortificato un’intera nazione, l’hai fatta grossa. E nel farti scoppiare il palloncino in mano, hai scoperto che dentro, nonostante tutti i tuoi piagnistei, i tuoi capricci da moccioso, è uscito sempre lo stesso numero. Quel 46 che sarà il tuo incubo peggiore e sai perché?

Perché tu, togliendoli il mondiale, gli hai consegnato una storia ancora più grande. Indelebile, come la macchia sul cammino della tua vita. Sportiva mi auguro, nel privato non oso entrarci. Lì le regole te le puoi fare da solo.

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