Una vita a foglietti

La Parola della domenica

cruna-dellagoTante volte mi sono detta quanto sia importate andare ad ascoltare la Parola del Signore. E prove ritornano a conferma di questo .

Il periodo è duro. La settimana ha messo a dura prova le nostre giornate. Eppure sempre, in ogni momento difficile, non posso fare a meno di pensare a  me come una persona fortunata. Perché non essere soli in queste occasioni, poter avere una spalla a cui appoggiarsi ed essere a tua volta sostegno per altri, è una ricchezza che non ha prezzo.

Così, quando don Antonio ci spiega con le sue chiare e illuminanti parole il Vangelo della domenica, io trovo ancora più conforto. “È difficile che un ricco entri nel regno dei cieli, più facile che un cammello passi nella cruna di un ago”. Sono parole che sembrano solo rapportarsi ad un fatto materiale, pronunciate in una società antica che riteneva la ricchezza come un segno della vicinanza di Dio  e la povertà e la malattia la sua lontananza, il suo abbandono.

Ma non è materiale il senso di quelle parole. Il ricco in questione è colui che non sa liberare il proprio cuore dalla pesantezza del “possedere”.  Dio chiede a chi vuole seguirlo di abbandonare tutto: madre, padre, fratello, sorella, amico perché per ognuna delle persone che lascia, altre cento ne ritroverà. E saranno coloro a cui saprà donare lo stesso amore che non avrà riservato solo ad una madre, ad un padre, ad un fratello, ad una sorella, ad un amico. Se riterremo degne del nostro amore ognuna delle persone che incontreremo sul nostro cammino, allora saremo tanto ricchi da poter essere degni di Dio. È questo che ci viene chiesto. E per fare questo, capiamo bene che non possiamo avere dentro di noi sentimenti che abbiano a che fare con avidità, egoismo, cattiveria.

È questa la nostra difficoltà: voler mostrare la nostra ricchezza, per questo la cerchiamo nelle cose materiali. Senza saperla quantificare in ciò che non si vede, che non ha un costo perché non si può comprare, e che è data dalla purezza del cuore, dell’anima.

E non significa non sbagliare mai, nessuno è perfetto. Significa sapere e potere guardare le persone negli occhi, significa dedicare i propri sforzi a chi ne ha bisogno, significa saper amare senza pretendere niente in cambio.

Questo mi rende felice, anche quando il cuore è pieno di tristezza. Sapere che incontro gente nuova che può leggere nei miei occhi ciò che è dentro  il mio cuore, perché c’è scritta la stessa storia. Sapere che ho il cuore trafitto, ma non per questo guardo al mondo con rancore. Sapere di non avere ciò a cui tanti aspirano, come ricchezze e apparenza, ma ho molto di più e mi sento fortunata.

So di avere problemi, tanti, ma non dispero, anche se piango, se soffro, se mi preoccupo, come fanno tutti gli esseri umani.

Perché ho la mia domenica, che è la fonte a cui mi avvicino per fare rifornimento di parole che fermeranno le mie lacrime, calmeranno il mio dolore e mi regaleranno altra forza per la speranza nel domani.

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