Una vita a foglietti

La speranza dopo il buio

luceNon avevamo ancora finito di sfogliare le pagine dell’ultimo giornale dove si era letto di tanti dolori: tutti vicini, tutti diversi, tutti uguali. Ed eccoci qui, di nuovo di fronte a un foglio bianco che oggi ha sete di sapere: di Simone. Ma noi non sappiamo cosa raccontargli o forse le cose sono sempre le stesse nella sostanza. Solitudine, incertezze, debolezze, paura: quale di questi sentimenti prova chi prende una decisione così definitiva? Nemmeno ai posteri l’ardua sentenza. Qui c’è e ci sarà solo silenzio.


C’era stato un pensiero espresso Vorrei – anzi voglio -…, ma sono umani desideri che spesso restano irrealizzati. Abbiamo parlato di filosofia, uomo, fede, ragione, ma neanche lì ci sono risposte. E allora dove?

Qui entra in gioco ogni persona. Ognuno sa che tipo di vita vive. La nostra società ci chiede di avere valori e principi che spesso cozzano con quella che è la nostra indole. Gli esempi che ci arrivano sono per la maggior parte quelli di persone impunibili. Compiuto un reato, se ho soldi, la faccio franca. Se sono vittima di un reato, non è detto che avrò uguale giustizia. Se sono persona onesta, non è detto che venga fuori, oggi le parole e le bugie possono trasformare la verità.

Noi queste cose le sappiamo, le viviamo, le paghiamo in prima persona, ma non riusciamo, non vogliamo, non sappiamo cambiarle. Abbiamo creato un meccanismo in cui prevale chi attacca e spesso le armi per chi si deve difendere non sono alla pari. E allora che succede? Di tutto. Si vedranno disonesti che gireranno a testa alta, truffatori accolti come benefattori, e deboli che resteranno triturati in questo macinino della vita.

Tutti noi abbiamo subito o creduto di subire cattiverie. A volte vengono da persone estranee, spesso da chi ci è vicino, ma in ogni caso dobbiamo decidere qualcosa, scegliere da che parte stare e come comportarci. E non sono decisioni facili. Anche all’interno di una stessa storia le sfumature sono diverse per la diversità dei soggetti in causa.

E tra questi soggetti ce ne possono essere di più deboli. Il peso di qualcosa che ti opprime può schiacciarti e la fine di tutto sembra l’unica soluzione.

Non possiamo tornare indietro e permettere a chi ci ha lasciati di avere un’altra chance. Non possiamo rivedere i loro sorrisi e condividere le loro nuove speranze, ma qualcosa dobbiamo pensare di poter fare.

Ridiamoci una vita più semplice. Ci siamo complicati troppo. Abbiamo troppi doveri, troppe ambizioni, troppi obiettivi spesso inadeguati alle nostre reali forze, ma non vogliamo ammetterlo e siamo disposti a tutto pur di arrivare in cima. Ma quella cima è comunque inarrivabile, ci sono terrazzini che danno uno scorcio di panorama finto oro che abbaglia, ma in realtà stordisce solo.

Restiamo con i piedi per terra, restiamo fedeli alla nostra coscienza, ai nostri valori. Non permettiamo di dover necessariamente avere un prezzo con cui chiunque ci possa comprare: potremmo finire nell’armadio sbagliato.

E allora non dovremmo preferire una bella passeggiata in riva al mare, con un panino in borsa, pochi soldi nel portafoglio, ma un cuore ricco di speranza per ciò che abbiamo avuto la gioia di vivere, vedere e per ciò che ancora è da venire?

 

Rispondi