Una vita a foglietti

La strada di Pasquale Di Domenico

Stasera Pasquale presenterà il suo nuovo libro. Lo definiamo nuovo oggi che è il 25 di settembre, quando noi invitati alla festa delle sue nozze d’argento con Amalia a giugno, lo abbiamo ricevuto come bomboniera.

I libri di Pasquale io li uso un po’ come una coperta. Quella calda che ti tiri addosso quando sei sul divano e aspetti che la mente si liberi un po’ dei pesi che non le permettono di capire le immagini di un televisore che potrebbe anche essere spento, tanto non lo segui.

Le sue storie sono semplici, alla portata di tutti anche se parlano di cose profonde, di valori indispensabili per vivere la vita che lui ha vissuto e che si immagina possa ancora essere scelta da altri.

La via dell’Onestà, della Rettitudine, della Legalità o ognuna delle grandi qualità che danno il titolo ad ogni capitolo del suo libro. Io le conosco quelle regole, conosco quella severità senza via d’uscita, quegli insegnamenti sulle cose buone e su quelle cattive, e non ne sono sorpresa.

So bene che però oggi molti ignorano quelle indicazioni e questo ci ha portati in una direzione che non è sempre quella della Legalità. E ci ha resi peggiori. Per questo è bello ritrovare quelle parole, quei gesti semplici che sapevano riempire di gioia e che soprattutto sapevano segnare nel profondo del cuore quella strada di rettitudine che, una volta trovata, non si perde mai.

Le nostre difficoltà sono ovviamente agli incroci; un tempo le frecce indicavano quasi sempre solo due direzioni: giusto – sbagliato, bianco – nero, con – senza. Oggi negli ipotetici bivi che ci si presentano, ci sono troppe opportunità ed è molto più facile perdersi e allo stesso tempo sentirsi giustificati dai conseguenti errori.

Dovremmo togliere qualche cartello, qualche freccia che è stata piantata da personaggi come il papà di Jimmy, quelli che cercano scorciatoie e vivono di prepotenze, quelli che cercano sempre le colpe negli altri e che mai si sanno interrogare. Così come i politici corrotti, sulle leggi che non tutelano i giusti, ma i prepotenti.

I sentimenti con Pasquale sono cosa nota, non ci sorprende mai e questa è bello. Non potrebbe mai scrivere di cose diverse, non potrebbe mai raccontare storie che non hanno radici. Per questo le sue parole riscaldano. Non è importante come ci raccontano delle verità. La cosa bella è che lo fanno e ti fanno sentire il peso di esperienze che non solo sono state, ma che continuano ad essere.

E la ciliegina è quella storia d’amore. Quella della maturità, quella della scelta consapevole, quella che ha vissuto la meraviglia della complicità coniugale, ma forse anche momenti molto difficili e che non tutti conosciamo. Di questo ci parlerà nel suo prossimo libro?

Ci sono persone che hanno necessità di lasciare tracce del loro passaggio. Una necessità che nasce dalla certezza di avere un bagaglio morale che ha bisogno di eredi. Non quelli legali, non quelli delle proprietà, ma quelli che faranno tesoro di esperienze di vita, di valori che non tramontano mai.

Ancora oggi se incontriamo un vecchietto, cediamolo il nostro posto. Non è solo un gesto di educazione, non è solo un gesto di rispetto, è un regalo che facciamo a noi stessi. Dimostreremo di saper ancora guardarci intorno e riconoscere che chi ci circonda sono esseri umani, non abiti che coprono nudità senza vita.

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