Una vita a foglietti

La Vespa e il Grillo

a1-500x281Titolo scontato per la serata di Vespa che ha avuto l’”onore” di ospitare il più conteso dei piazzisti del momento: Grillo. In verità non avrei voluto parlarne, perfino il giornalista d’Italia si è scomodato a descriverci l’abbigliamento casual con “panza chiatta”, ma poi il titolo di un episodio accaduto ieri mi ha fatto riflettere e sono qui a cercare di mettere in ordine nei tanti pensieri che comunque, autorizzati e non, mi arruffano i capelli da ieri sera.

Partiamo dal titolo che diceva più o meno così: Corteo organizzato nella Terra dei fuochi ad Acerra e si sono presentati in 12. Lo scrivo anche a parole perché non è un errore: dodici, come gli Apostoli. Un corteo organizzato per denunciare quell’avvelenamento quotidiano verso grandi e bambini e che, pluff, fallisce. Per alcuni. Perché i dodici, nonostante la solitudine, hanno ben pensato che potevano vederci di buono che non avrebbero sudato, accalcandosi se fossero stati in tanti, sotto il sole di questa giornata che ha toccato i 25°, e quindi hanno deciso di sfilare lo stesso. E si sono ritrovati a guardare occhi negli occhi i numerosi poliziotti chiamati a difendere il territorio dalla facile previsione di una massa sicuramente inferocita verso uno dei delitti peggiori che si possono commettere, quelli silenziosi, perpetrati, studiati negli anni o forse solo frutto di una tale ignoranza che non fa mai guardare  un pò più in là del tempo che serve per intascare mazzette. Ma la massa inferocita non c’era, c’erano semplicemente i soli testardi incazzati speranzosi dodici, con i loro piccoli striscioni che raccontavano di grandi verità affondate nei veleni della nostra terra.

Ma che c’entra Grillo più che parlante, con la Vespa ronzante? Leggendo di quella storia ho creduto che forse, tanti di quelli che avevano detto di aderire, poi si sono tirati indietro perché possono aver pensato che tanti altri avrebbero occupato il loro posto vacante, o che forse non vale più la pena ribellarsi, o peggio ancora, hanno avuto paura di esporsi in prima persona. E sinceramente, anche non sapendo se nessuna di queste teorie è valida, il solo averle pensate mi ha fatto rabbrividire. Mi ha rimessa, come dire, sull’attenti. Noi tutti abbiamo un dovere: essere svegli, vigili, pensare e pensare con la nostra testa; giusto o sbagliato non lo possiamo sapere prima, ma abbiamo il dovere di pensare, di farci un’opinione di quello che succede, anche se l’opinione deve nascere da frammenti di storie raccattate qua e là in questo mondo che ci fa arrivare in bocca e in testa pappine ben confezionate: se poi ci piacciono o no, non ce lo chiede nessuno.

E così io dico quello che ho pensato ieri. Confesso che avevo poca intenzione di seguire la trasmissione, Grillo mi sta cordialmente antipatico, come più o meno tutti quelli che fanno politica oggi, ma Felice (marito ndr), voleva ascoltare. In casa nostra vige la democrazia e il rispetto e io, già molto stanca per varie lunghe giornate accumulate, non l’ho ostacolato. E ho fatto bene. Perché, anche se con tanto disincanto, bisogna sapere. Già l’esordio verso il pubblico ha dato la prima mazzata: “Voi siete sempre gli stessi da 30 anni in qua, quant’è la paga? 80,00 €? Siete lo specchio della nostra Italia oggi, fatta di gente che guarda, non ascolta e reagisce a comando!” Direi offensivo, ma purtroppo vero.

Però vado avanti e, non essendoci altri ospiti da aspettare, Grillo lavora in solitaria, inizia quello che viene definito da uno (Vespa) un comizio e l’altro che dice che non riesce a rispondere a nessuna domanda perché si passa da un argomento all’altro continuamente. Uno tira fuori tutte le solite accuse rivolte al comico: offensivo, hitleriano, etc etc.. l’altro che ribatte dicendo che forse loro hanno tolto la delinquenza dalle strade, perché vista la grande insofferenza che regna in questo periodo, forse le tante persone che hanno voluto credere in un cambiamento hanno pensato di poter sposare la causa dei grillini piuttosto che scendere in piazza. E via dicendo.

Ma cos’è che mi ha colpita tanto? La parola Alleanze. Vespa la nomina continuamente. Con chi la fai, come fai a non farla… E quella che deve essere la grande forma di democrazia in uno stato, appare come  la presa per i fondelli più grande che si possa pensare. Direte: ci hai messo tanto a capirlo? Non non è questo. E’ stato quel modo così ovvio  e scontato di sentir ripetere quella parola, quella necessità che mi ha sconvolto. Vespa ha candidamente ammesso che in Italia, dove si immagina che nessun partito prenderà mai il 51% dei voti, nessuno potrà mai governare da solo. E quindi nasce sempre la necessità di fare ALLEANZE e quindi ognuno di noi che avrà votato una qualsiasi corrente di pensiero, alla fine non sarà mai guidato da chi vuole. ASSURDO. E tanti anni passati a dipendere dal mitico Mastella, o Casini o Fini o chi volete voi, ci hanno portati nel salotto più conosciuto d’Italia, con un giornalista che non sa niente di giornalismo ma solo di politica, a dover sentire che Grillo è ridicolo perché non vuole fare alleanze? Un Vespa che ha pensato bene di affermare che non esiste la mafia in politica e questa mi sembra un’offesa per chi ascolta. Ma gli appalti truccati, chi li trucca, l’estetista?OHHHHHHHHHH Ma con chi credi di parlare? I tre punti fondamentali delle riforme che si devono fare in Italia e che Grillo ha esposto, sono giustissimi. Nessun pregiudicato o personaggio con fedina penale sporca nelle liste; due legislature e a casa; legge elettorale che mi permetta di votare la persona che voglio io, non quella che scegli tu per me. Ma oggi ascoltavo la pubblicità delle elezioni Europee e di quelle a sindaco. Assurdità totale. La legge ti permette di votare su una scheda un candidato sindaco di una lista e un consigliere di un’altra coalizione? Ma io, ideologicamente, a chi lo devo dare questo voto? O mi dai l’opportunità palese di “vendere” il mio voto a più persone, a seconda di quello che mi promette di più? Come la scommessa con la doppia chance! Ma siamo pazzi! E poi ci meravigliamo che nei palazzi lontani dalle nostre città ci sono ladri? Ma se noi li formiamo e li autorizziamo a casa nostra!

Sta salendo la pressione a 300 ma davvero vorrei urlare tutta la mia rabbia. L’altro giorno avevamo scoperto il nuovo vocabolo INCAPIENTI che ci spiegava come i poveri sono troppo poveri per essere aiutati, diciamo che non vale più la pena, oggi ascoltiamo che invece di abolire le province, le ARMONIZZIAMO!!! Tradotto: stanno sempre là? Questo significa?

Vorrei cominciare a concludere perché come sempre mi lascio trascinare da una rabbia che mi acceca. E dico caro Vespa, tu che hai scritto decine di libri sulle storie di questa nostra Italia e di tanti personaggi che hanno contribuito più che a farla, a mangiarsela, perché fai finta di non sapere e non capire? E’ quella finta cecità di gente come te che non sopportiamo più. Finitela, non c’è nessuno da difendere ormai lo volete capire o no? Noi abbiamo inventato il mestiere del politico. Solo qui da noi chi intraprende quella strada è portato a non mollarla più e allora per forza nascono le collusioni con il marcio. Un Italia che è il paese dei controllori, ma perché? Se ti metto a fare un lavoro, non ti devo controllare come un cane, basta che guardo i risultati: se non ce ne sono, te ne vai a casa, cambi mestiere, come succede nei posti di lavoro privati. Se io non produco, la mia azienda chiude e visto che lo so e mi brucia e mi interessa conservare il mio posto, io MI IMPEGNO. Non a rubare, ma a lavorare e produrre.

Perché questo non deve accadere nelle vostre stanze dei bottoni? Confesso che vorrei vedere la vostra faccia se davvero Grillo riuscisse a conquistare quella maggioranza che vi spazzerebbe via tutti. A casa, a lavorare, se lo trovate un posto, nullafacenti e incapaci che siete. Il timore mi prende perché inconsciamente non mi fido del barbuto comico, anche se voi gli date l’opportunità di parlare così bene, di trovare tanti validi argomenti EXPO, magistratura, Napolitano, che le accuse superano, per la massa, ogni capacità di andare poi a guardare se ci sono altri investitori che hanno scommesso su di lui altre somme di denari, altri progetti.

Caro Grillo, non ho mai pensato di votarti, e ti ho detto perché. Ma a pochi giorni da un voto che ci permette di nuovo, dopo tanto tempo, di esprimere un parere, ammetto che ci dovrò pensare. E saranno giorni bui e tristi, perché se tu sei la nostra sola alternativa, mi sento quasi come i fucilati spalle al muro a cui si offre la possibilità dell’ultimo desiderio: e io non fumo e non vorrei chiedere la scontata ultima sigaretta.

PS provate a cercare su Google immagini “vespa e grillo animali”: escono sempre loro!

2 commenti su “La Vespa e il Grillo

  1. Paola La Valle Autore

    Non ci credo neanche se li vedo. Fonzie è ancora peggio di chi l’ha preceduto: è molto più giovane e cercherà di durare più a lungo! Poveri noi!

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