Una vita a foglietti

La vita e la morte

images (1)“Dio mio Dio mio, perché mi hai abbandonato”. Sono tra le ultime, famosissime parole che Gesù pronuncia sulla croce. Sono le parole che don Antonio ci ricorda, tra le altre, in un’omelia dedicata alla commemorazione dei defunti. Qual’è il nostro rapporto con la morte, come ci poniamo di fronte a questo momento che è l’unica vera forma di uguaglianza per ogni essere umano? Non c’è religione, razza, estrazione  sociale che faccia differenza: una volta nati, moriremo. E il ricordo di quelle parole, è la testimonianza di come ci sia stato, negli attimi finali, per un solo attimo, il timore di essere solo, ma che immediatamente, per chi ha fede, per chi sa chi e cosa ci aspetta dall’altra parte, diventa fiducia, trasporto e abbandono verso una pace eterna. Noi sembriamo spesso impreparati di fronte alla morte, eppure ce la propinano continuamente, in tutte le salse. Stragi, malattie, incidenti, violenze, la morte naturale l’abbiamo quasi dimenticata e forse ce n’è talmente tanta che non riusciamo davvero più ad afferrarne il senso. Abbiamo poco tempo da dedicarle, c’è subito un altro “cliente” da visitare. E ci allontaniamo da tutto, da tutti, e soprattutto da noi stessi, dai nostri dolori, dai nostri sentimenti, dalla nostra ricerca di risposte.

E con lo spirito rivolto a ciò che viene dopo, perché sono certa che qualcosa ci aspetta, ho pensato a delle persone, a una in particolare. A lei perché l’ho vista, non posso dire di conoscerla, ma l’ho guardata, sentita. Per questo ho pochi dubbi. Quando anime restano “prigioniere” di un corpo inerme, come potremmo spiegarci la loro grandezza, se non come segnali di qualcosa di più grande di noi che si manifesta apertamente? Il calvario, la sofferenza di quei corpi è come mostrare a tutti quelle che potrebbero essere sofferenze eterne, ma che invece qui, su questa terra, saranno solo temporanee. E noi possiamo e dobbiamo guardare e conoscere queste realtà, per tutelare e salvare la nostra anima. Lei sopravviverà alla materialità del corpo. A noi che è data la fortuna di guardare senza soffrire, di vivere la nostra vita, di passeggiare su questa terra, di scaldarci al calore del sole o di bagnarci per una pioggia improvvisa, tutto questo è una lezione. Perché non impariamo a rispettare la natura, perché non amiamo i nostri simili, perché non la smettiamo di correre dietro a inutile ricchezze materiali che rendono pesante il nostro cammino? Il Signore ci mostra e ci racconta da millenni  il suo progetto per noi e noi siamo ciechi e sordi. Peccato, la sinfonia che ha creato è ricca di sensazioni stupende, la compagnia che ci regala è fatta di felicità, la promessa che ci ha fatto sarà certamente mantenuta.

A noi il semplice, difficile, grandioso compito di crederGli.

4 commenti su “La vita e la morte

    1. Paola La Valle Autore

      Sono d’accordo, e il nostro problema oggi è che si parla tanto di amore ma troppe poche volte è un sentimento vissuto per davvero. Spero di sapere cosa ne pensa anche lei.

    1. Paola La Valle Autore

      Dovrò farlo quanto prima, visto che ha qualcosa da dirmi. Appena saprò di poter passare la chiamo e l’avverto. Ma non passerà molto tempo promesso! Grazie sempre a te Maria per la collaborazione.

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