Una vita a foglietti

L’America che verrà

flagStamattina i commenti si sprecano: Trump sarà il nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America.

Quello che sembrava quasi uno scherzo è diventato realtà e ne sono stata molto sorpresa. Otto anni fa è stato più facile pensare che un uomo dalla pelle scura potesse essere il primo Presidente Americano, che non oggi questo mega miliardario. Ma è così. E ovviamente, dopo gli infiniti sballati inutili sondaggi che davano Hilary come la vincitrice assoluta, l’ex first lady ha perso e per avere il primo presidente donna nel paese a stelle e strisce, dovremo aspettare ancora.

E il mondo? E l’Europa? E l’Italia? Tutti a interrogarsi su come questo voto potrebbe cambiare la rotta degli interessi e delle strategie mondiali. E se ne sentono di tutti i colori, ma le frasi più gettonate sono sulla possibilità di perderci in termini di democrazia.

Ebbene, io non mi posso permettere nessun azzardo sul futuro perché non ho le competenze per poter giudicare la politica d’oltreoceano, ma qualche domanda me la pongo visto che, tutti i timori di cui sento parlare, li vedo presenti anche vicino a noi.

Si teme per la libertà di stampa, per i diritti dei lavoratori, per i muri ai confini messicani…..

Ma ipocriti che siamo, ma non sono gli stessi problemi che NOI abbiamo già? Cosa ha fatto di diverso l’Europa verso i migranti? Non ha costruito muri? Non ha blindato le frontiere? Non ha scacciato donne e bambini coltivando la paura degli attentati?

E sulla libertà di stampa e di informazione? Non siamo noi il paese che paga e sovvenziona le testate dei quotidiano nazionali? E di che verità volete che ci raccontino se non quella di chi li sostiene?

E sulla democrazia cosa vogliamo dire? Che sono già tre i Presidenti del Consiglio che si alternano e nessuno di loro è stato votato? E che, non soddisfatto di questa dittatura che ci è stata imposta, oggi il caro Renzi ci propone un referendum che gli dia il potere di cambiare una Costituzione dove credo che sia scritto da qualche parte che è IL POPOLO ad eleggere i propri rappresentanti, non i capitalisti delle banche.

Siamo così liberi e ben informati, da ricevere sulla TV di stato e varie, solo passaggi legati alla possibilità di snellire la politica, di ridurre i costi, ma sembra che votando SI o NO, si dia via libera o meno a mettere mano a 47 articoli della Costituzione, ma a noi chi ce lo dice?

Dice che toglie Equitalia e le sta solo cambiando nome, ma è propaganda politica. E noi abbiamo proprio la memoria corta: cosa è successo con i famosi 80 € in più nella busta paga? Chi li ha avuti e quale beneficio hanno portato? E quali danni?

E le banche? Dai tempi di Monti hanno cominciato a mettere toppe sui loro disavanzi e i conti li hanno presentati sempre a noi e così continuano. Vogliono snellire i costi? Il caro Renzi ha battagliato a chiacchiere sull’interruzione dei finanziamenti ai partiti, ma come mai poi non li votano questi provvedimenti? Perché non fanno in modo che esista una reale giustizia e che vengano messe e rispettate regole di sana convivenza civile, piuttosto che creare sempre la scappatoia per i loro amici, o dando opportunità a persone indagate e incompetenti di occupare posti di importanza vitale?

L’elenco sarebbe lungo, ma mi fermo qui, anche perché il prezzo più grande da pagare è dover vedere quella faccia in giro per il mondo.

Mi facevo tempo fa una domanda: la figlia di amici ha vinto il concorso in diplomazia. Certo, risultato bellissimo, ma sapete quanto ha studiato, quante lingue ha dovuto imparare, quanti sacrifici ha fatto? Ma come mai noi abbiamo rappresentanti così ignoranti? Ma non ci vergogniamo che nel 2016 si abbia una classe dirigente così poco preparata?

Allora carissimi, io non mi sforzerei di guardare tanto lontano dalla nostra cara terra. Smettiamo di pensare alle parole come la soluzione dei problemi: il cambiamento lo portano i fatti.

Forse Trump sarà il peggio che potrà venire, forse no, non lo sappiamo ancora. La storia ci racconterà, ma intanto un popolo, lo stesso del “We can”, ha deciso così. E noi, oltreoceano, non possiamo stare sempre a sottolineare o come gli americani ci comprano e ci tengono in pugno, o la grandezza di un popolo che “sa cambiare”. Hilary rappresentava la continuità di Obama, se l’hanno spazzata via con una sconfitta schiacciante, forse loro lì, al di là delle notizie che arrivano qui da noi a mezzo stampa, vivono qualcosa di diverso. E la sentono sulla propria pelle e un motivo ci sarà se hanno voluto così.

Noi rispettiamoli, hanno avuto la possibilità di ascoltare, pensare, decidere e poi votare.

La storia si fa anche così. Qualcuno ricordava che pure Hitler è stato eletto liberamente, ma lo ha fatto facendo leva su grandi malcontenti che le vecchie classi politiche non avevano saputo risolvere. La colpa non è mai solo da una parte.  E molti, quella storia che al momento opportuno tirano in ballo, forse non la conoscono per intero: dopo quello che si è visto con l’Olocausto, che ancora, ipocritamente, ricordiamo con le Giornate della Memoria, oggi abbiamo stragi di altrettanti  innocenti e non mi sembrano che abbiano un valore diverso! Perché guardare indietro di sessant’anni se poi li vediamo morire in diretta quei poveri bambini?

E qualcuno potrebbe anche pensare in maniera diversa: da tanti anni governano “i buoni”? e allora perché non si sono fermate le guerre, perché non c’è il dovuto rispetto per la Terra, perché non si riduce la fame nel mondo, perché aumentano i ricchi e si perde il ceto medio. (Noi siamo così ben rappresentati che quest’ultimo dettaglio è sfuggito: chissà la loro realtà su quale panorama si affaccia.)

Non sto alla finale di Miss Universo, e la risposta è semplice: interessi economici. Ma se sono solo questi a governare il mondo, allora cosa potrà portare di tanto grave un uomo nuovo, già ricco e che probabilmente continuerà a fare quello che hanno fatto tutti gli altri e cioè curare i suoi di interessi?

Niente di nuovo, solo qualcuno potrebbe temere perché i riflettori si potrebbero puntare su lobby alternative, ma noi da questo punto di vista siamo tranquilli. Se la mattina non vediamo come mettere il piatto in tavola, non ce lo porterà nessuno.

Forse l’unica grande guerra andrebbe combattuta contro l’ipocrisia, ma immagino che di morti ne conteremmo miliardi.

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