Una vita a foglietti

L’attesa

attesaTutto torna. Stessa attesa. Tutto è fermo, silenzio, sangue che non circola, cuore che non batte, polmoni che non respirano. Solo attesa. E un foglio che ti tiene attaccata alla realtà di un momento che potrebbe cambiare molte cose. In ogni direzione. Ma ora non c’è tempo, non c’è spazio. Solo attesa. Già vissuto tutto questo. Anni fa, aspettando fuori da una sala operatoria. E già allora anni di vita che volano via, sfumano insieme a pensieri che non si afferrano, al desiderio di non essere né lì ieri, né qui ora. Ma siamo stati in quell’ospedale e ora siamo in quest’altro.

Solo i figli fanno quest’effetto. Il loro battito è il tuo, il loro dolore è tuo, anche se vorresti che fosse SOLO tuo.

Segnetti dicono che il tempo passa, ma l’orologio del cuore è fermo e parole non ne arrivano. Gambe che diventano gelide e mani che tremano un pò. Ma passerà. Vuoi che passi. Oltre quella porta c’è un pezzo di te che ora non puoi difendere. Fai solo il tifo per lui. Il papà qui al mio fianco ha gli stessi pensieri e gli stessi occhi, ma non parliamo, perché in due non divideremmo, sarebbe una somma. E peserebbe troppo.

Aspettiamo. Un tempo che non si conosce, ma che scopriremo.

2 commenti su “L’attesa

  1. Carmine

    La sala d’aspetto non era una recinzione ermetica. Faceva passare i pensieri di chi non era lì fisicamente. E così come la distanza, non può ridurne l’intensità.

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