Una vita a foglietti

Le Corti dell’Arte: con un concerto di musica lirica, chiudono anticipatamente la Rassegna

07Da Vivimedia

La pioggia del pomeriggio ci ha negato la gioia dell’ennesimo cielo stellato delle Corti dell’Arte. Dobbiamo necessariamente approfittare dell’ospitalità del Comune per questa serata, che per rispetto delle vittime del terremoto sostituisce, come già anticipato, l’opera buffa di Donizetti, prevista dal programma originale.

Quella che seguiremo sarà una serata di musica lirica, con artisti di alto livello. E non è più una novità: con Felice Cavaliere e la sua Rassegna, garantita la qualità, in ogni settore della musica.

È proprio lui che viene a presentare la serata, in un modo molto più diretto rispetto alla calma e alla dolcezza di Eufemia Filoselli che ci ha accompagnati nelle serate precedenti; ma lo conosciamo, e sappiamo che preferisce operare dietro le quinte piuttosto che sul palco.

La serata si preannuncia notevole. Si esibiranno artisti che davvero parlano tutte le lingue del mondo, ma che stasera canteranno soprattutto l’italiano, per la grande ricchezza del nostro repertorio: Bellini, Verdi, Mozart, Puccini, Rossini, insomma davvero di tutto. Gli artisti sono i soprani Valentina dell’Aversana, Yukie Moriyama, Maria Rosaria Palladino ed Erika Liuzzi, il tenore coreano Yoosang Yoon e il baritono Paolo Visentin. Se qualcuno avrà la curiosità di scoprire il loro curriculum, davvero potrà solo ringraziare per aver avuto l’opportunità di ascoltare queste magnifiche interpretazioni qui, a casa nostra, in maniera gratuita!

Ci canteranno delle Ave Maria, pezzi da Le nozze di Figaro, La Sonnambula, da Aida, Capuleti e Montecchi, Petite Messe Solemnelle. Tutti sono accompagnati al piano dal Maestro Luigi Maresca.

La sala cerca di catturare un po’ di aria fresca che neanche la pioggia ha saputo regalare, lasciando le grandi vetrate aperte, ma la frescura non durerà a lungo: un vociare continuo, e musica di genere completamente diverso, si scontra con l’atmosfera raccolta della sala e si è costretti a chiudere.

Ma siamo disposti ad un po’ di caldo in più per non perdere il fascino di queste esibizioni.

Le signore si alternano con abiti di ogni colore, dal verde acqua, all’arancio dorato, al fucsia, al verde smeraldo. Tutte mi fanno nascere la stessa domanda: ma dove raccolgono tutto quel fiato? Sono così composte che non si vede neppure il movimento degli organi della respirazione. Paolo Visentin, in confronto, sembra un monello con il farfallino. Spiritoso nella sua interpretazione, come se stesse rappresentando l’intera opera delle nozze di Figaro.

Il coreano Yoosan Yoon ci regala tre brani e in ognuno fa sfoggio di un italiano perfetto e di una compostezza invidiabile. Ma tutti gli interpreti riescono ad affascinare, con la qualità dell’intonazione e la bellezza della voce, ora dolcemente flautata ora potentemente intensa ora armoniosamente vibrante ora ironicamente aggressiva. Quando PaoloVisentin ci canta “…guarda queste donne cosa sono…”, in molti sorridiamo. Uomini e donne. Ognuno ripensa al ruolo dominante che abbiamo, nonostante qualcuno cerchi di far credere il contrario…

Ogni tanto riesco a staccare gli occhi da quelle voci ammaliatrici e seguo le mani del maestro. Come sono belle. Mani sempre chiare, delicate, ma capaci di ottenere tanta potenza per la nostra anima.

Tutti i ragazzi ringraziano per come li ha accompagnati e noi siamo perfettamente d’accordo.

Il tempo vola e, quando ce li ritroviamo tutti insieme a salutare, chiediamo ovviamente un bis. E il tenore coreano ci regala uno spicchio di cielo aperto con la celeberrima E lucean le stelle, dalla Tosca di Puccini.

Una serata volata via, un piacere che forse, confesso, nemmeno mi aspettavo, ma che per fortuna ho seguito e che cerco di restituire.

Quando vado via, presa dal piacere di quanto vissuto, realizzo che, stranamente, anche essendo ospiti del Comune, nessun rappresentante del palazzo era presente e che Felice Cavaliere non ci dà appuntamento per la manifestazione di chiusura di lunedì 5 settembre. Un caso?

Poi faccio una scoperta. Le Corti dell’Arte finiscono qui.

Manca proprio la serata jazz, quella di Villa Rende con i bravissimi allievi del Conservatorio Martucci.

Pare che Villa Rende, dopo tanti strombazzamenti, sia ancora inagibile.

E di domande nella testa me ne arrivano tante.

Come mai, quella struttura che ancora adesso è coperta da impalcature, è stata destinata alla serata conclusiva di una Rassegna di questo spessore?

Come mai, i portici sono invasi da una musica ad alto volume, che è quella che ci ha fatto chiudere le finestre? Perché si organizzano serate così diverse, nello stesso giorno, in uno spazio così ristretto?

Chi è l’organizzatore degli eventi pubblici a Cava e come ha fatto, da solo o con collaboratori, a fare degli errori così eclatanti.

Me lo chiedo a distanza di pochi giorni da quell’apertura della Rassegna in cui tanti erano i politici presenti, a partire dal Sindaco Servalli che, in prima fila, elogiavano Felice Cavaliere, cittadino cavese, grazie al quale la nostra città, quella di tutti, riceveva un grande finanziamento per esaltare la cultura.

Queste domande mi hanno accompagnata fino a casa e anche oltre. E, visto che pesano tanto, le giro a chi di dovere, sperando di avere chiarimenti.

Ma mi rimane il dubbio che siamo alle solite: approssimazioni, alla ricerca della visibilità fine a se stessa, a scarso coordinamento, a concessioni a pioggia senza tenere conto della opportunità pubblica, e via dicendo….

Peccato…

Nelle serate precedenti avevamo dato la priorità alla musica, all’arte e il nostro cuore era più ricco di emozioni, di sensazioni positive, di unione e di condivisione. Permettere che “le solite storie” arrivino a contaminare tutta questa bellezza è un peccato che non possiamo sopportare.

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