Una vita a foglietti

Le occasioni sfumate

La data di questo foglio è il 17/4/2018 e sono pensieri nati in una stazione, in una delle tante attese che caratterizzano le vite di comuni mortali. La pubblico adesso, spinta non dalla gioia di un successo inaspettato, ma da un quasi insulto e dalla consapevolezza che davvero non si ha la capacità di guardare con obiettività le cose sportive, e di conseguenza le cose della vita. E spesso questo modo di vivere con i paraocchi, ci porta lontani dall’obiettivo, dal problema reale e poi non si trovano più le giuste soluzioni. Quella sera ragionavo così…

Sinceramente non avrei pensato di essere ancora qui a scrivere su un episodio sportivo a distanza di tanti giorni. Eppure devo. Quello che sta accadendo dopo Real Juve è qualcosa che va ben oltre il grande rettangolo di gioco.

Ogni considerazioni, oggi, è ovviamente sempre più lontana dall’aspetto sportivo, perché in questa storia lo sport, quello vero, non c’entra niente.

Avevamo già espresso i nostri pareri, così come tanti dei personaggi coinvolti, ma si sperava che molte delle idiozie dette, potessero essere ritrattate “col senno di poi”. Quello che spesso non serve a niente, ma che in questo caso avrebbe potuto mitigare toni e affermazioni che avevano fatto rabbrividire. E invece, in questa bella Italia, quella che facilmente punta il dito contro chi è contro i nostri interessi, siamo riusciti a ritornare in prima pagina. Ritornare, perché di scandali ne abbiamo già vissuti: scommesse, truffe, giri di soldi. E in quella situazione si sono trovati i cattivi e ci sono state punizioni, anche se nemmeno quelle si sono volute accettare fino in fondo (vedi numeri di scudetti assegnati e quelli contati dagli interessati, ndr)

In quella folle notte di Madrid invece, quello che è venuto fuori è l’arte dell’insegnamento vergognoso!

Non so quante domande ho in testa. Non so quante immagini mi vengono in mente, ma una la butto fuori subito: ma questi personaggi, Buffon in testa, ma subito seguito da Chiellini, Benatia etc.., hanno dei figli a casa? Come hanno potuto giustificare agli occhi del nuovo che avanza, quel comportamento così antisportivo, così “provinciale”, così “cafone” tanto contrario allo sbandierato stile Juve?

Ma lo capiscono il senso delle loro azioni e delle loro parole? Dove si dovrebbe vedere ciò che loro chiedono? In quale ambito si dovrebbe vivere di compensazione? Quale giudice di gara dovrebbe sorvolare su un fallo di gioco per sensibilità? Buffon si lamenta della SUA occasione sfumata! La SUA. Ma tu sei veramente un piccolo essere.

Ma tu lo sai quante “occasioni sfumate” passano davanti agli occhi di gente “normale” ogni giorno? Sai quante persone, che hanno avuto calci nel sedere tutta la vita, si aspettano un po’ di “compensazione” che non arriva mai? E non ti parlo di un calcio di rigore, ti parlo di vita vera, di lavoro, di sacrifici, di lotta quotidiana. Come ti permetti di continuare con questa manfrina che dovrebbe impietosire il mondo perché “era la tua ultima Champions”? Vedi che non stai facendo pena a nessuno, ci stai solo disgustando. Vorrei davvero conoscere il pensiero di chi ti sta vicino, di chi per professione racconta fatti. Che fatti ha visto? Ti asseconda o ti subisce?

E quel tuo collega di reparto che usa una parola di cui certamente non conosce il significato? Uno stupro ti segna per la vita, un rigore ti fa rimanere a casa per due mercoledì in più. L’anno scorso un certo Bonucci, uno che in quella Juve aveva dato tanto, veniva punito perché certe cose, certi atteggiamenti interni non si possono tollerare. E quelli esterni? Può una società che si vanta di portare avanti uno “stile”, accettare queste affermazioni, queste minacce da parte dei suoi tesserati? E tanti di quei giornalisti che non la smettono di leccare…

Ma come vi permettete di parlare di libertà di stampa e di espressione se dimostrate di non avere nessuna imparzialità rispetto a ciò che succede? Parlate di quanto il calcio abbia un numero di spettatori esagerato, lo sport più amato al mondo (obietterei su questa affermazione), e non vi viene il dubbio che ciò che viene fatto in questo ambiente diventa, per persone deboli, lezione di vita? Anche perché la voce di chi è fuori da questo coro non riceve certamente lo stesso palcoscenico!

Aggiungo a questo proposito una fresca considerazione. Ieri sera alla Rai, hanno voluto richiamare Sarri perché ha mostrato l’indice ad un gruppo di personaggi che li avevano accolti con sputi e offese sul loro essere Meridionali. Mi sta pure bene, perché l’esempio deve partire da tutti, ma come e con chi ce lo ricordiamo? A quelle persone che non sono certo tifosi, cosa diciamo? Fate i razzisti? Non li conoscete e non potete incolparli, ma credo nemmeno giustificare, mentre Sarri è personaggio pubblico e risponde dei suoi gesti. Ma allora quanto è stato più grave l’atteggiamento di quel portiere che, lo dico soprattutto per lui che evidentemente non regge più le tensioni, è a fine carriera e poteva e doveva chiudere in bellezza? Chi non ha accettato nemmeno di ripararsi dietro la rabbia del momento ma ha confermato nei giorni a seguire tutte le sue affermazioni?

Noi uomini siamo fatti così, critichiamo solo quello che non ci sta bene. Non siamo in grado di mantenere una dignità di pensiero, un rispetto delle cose e delle persone in nessun ambito ed è percorrendo questa strada che siamo finiti in questo baratro di povertà di valori, da cui sembra sempre più difficile risollevarci.

E se continueremo ad avere questi esempi e a osannarli, non potremo e non dovremo mai lamentarci quando affogheremo completamente nella melma della falsità.

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