Una vita a foglietti

L’esempio di un Uomo

papafrancesco_colombe6Ho appena letto la notizia su Papa Francesco e ho dovuto lasciare ogni cosa per riprendermi questa pagine che devono per forza conservare la gioia e la forza che mi hanno immediatamente trasmesso.

Erano giorni che avevo in mente una storia che volevo raccontare e più ne passavano, più sembrava inutile parlarne, ma ora che ho letto anche questa nuova notizia, sento che è giunto il momento di fondere le cose.

Avevo sentito che a Roma c’era il timore per la chiusura di uno dei reparti di eccellenza per la la neurologia infantile, il tutto dovuto ai soliti motivi di crisi, che obbliga il governo a tagliare su tutto indiscriminatamente, ma non abbastanza. Poi guarda caso si è parlato di ticket per prestazioni sanitarie e ho scoperto che persone che dichiarano dai 16 ai 18 mila euro più o meno, sono troppo “ricchi” per poter godere di esenzioni. E poi arriva Papa Francesco che decide di andare a Gaza perché le chiacchiere non arrivano da nessuna parte e ci vogliono fatti. Lo decide e andrà!

E allora quelle domande che mi erano già salite spontanee al cervello ritornano e cioè: come mai redditi così bassi devono permettere di pagare tutto e persone con più di diecimila euro al mese di stipendio non se lo possono tagliare? E’ più giusto togliere assistenza a chi ne ha bisogno per sopravvivere, che togliere il troppo a chi ha tenori di vita sconsideratamente esagerati? Come mai quando si devono prendere decisioni che hanno bisogno di velocità, prontezza, non di discussioni di parte, i nostri governanti non riescono a far partire niente? C’è sempre qualcuno o qualcosa che blocca la macchina amministrativa.  E non intendo dei bastoni tra le ruote, ma della mancanza reale di voler FARE, di voler cambiare questa situazione che ha distrutto una nazione e i suoi abitanti.

Ma tutto questo è giustificato da una cosa semplice. Per agire bisogna avere attributi, bisogna essere uomini veri e il Papa lo ha dimostrato. Da mesi si parla degli orrori sui palestinesi, sulle centinaia di bambini che hanno pagato con la vita una guerra assurda, come solo le guerre possono essere. Io parlo di qua, tu dici di là, quell’altro ha la tregua, un’altro ancora non la rispetta: e nel frattempo si muore. E dunque ci vuole qualcosa di forte, ma di veramente forte. E cosa può essere più travolgente di una fede, di una forza che ti viene dall’alto e che ti fa mettere da parte ogni forma di timore, ogni tipo di protocollo e ti dice: agisci, perché per ogni giorno, ogni ora che rimandiamo, ci saremo macchiati tutti di altro sangue innocente.

Questo hai fatto caro Papa Francesco: hai messo ancora una volta in mostra la tua umanità e la nostra pochezza, quella delle persone che abbiamo a rappresentarci. Nemmeno i soliti accompagnatori vogliono venire con te, dovrai ricorrere alle guardie papaline; non è viaggio di piacere questo, sarà una trasferta difficile, grave, un qualcosa che non mi sembra abbia precedenti. Noi che ricordiamo altri Pontefici che nel momento dell’orrore hanno voltato la schiena, nascondendosi dietro miseri motivi, oggi abbiamo l’esempio di un uomo che agisce, fa qualcosa di grande. Già le tue parole hanno fatto il giro del mondo, già immagino la speranza che questo gesto ridarà a tutti coloro che stanno aspettando davvero un segno, un’opportunità di cambiamento.

E spero che questo segnale arriverà forte soprattutto ai tutti i capi di Governo, a quelli che si nascondono dietro se, ma, forse e lasciano che le loro azioni siano governate solo da interessi personali e soprattutto materiali.

Prendiamo esempio: se abbiamo bisogno di capire cosa fa e come agisce un uomo vero, guardiamo Papa Francesco. Ha cominciato con piccoli ma significativi gesti: il crocifisso in legno, la macchina normale, la residenza a misura d’uomo, che non erano fumo negli occhi  ma solo l’inizio della dimostrazione che si può davvero cambiare, si può davvero migliorare.

L’unica condizione è: VOLERLO FARE

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