Una vita a foglietti

Libertà

Cava 19/12/12

Entrare in Chiesa per ascoltare “novità”.

Ti senti “illuminata”, anche se forse non c’è niente di nuovo, ma al suono di quella parola “libertà”, sento un brivido che forse potrei paragonare a quello che si può sentire sul ciglio di un burrone, su un grattacielo, un brivido che ti percorre la schiena e ti dà un significato nuovo.

O forse ti chiarisce quello che già sapevi ma che nascondevi.

Noi abbiamo paura di essere liberi. La storia ci insegna da sempre questa grande contraddizione.

Milioni di persone hanno combattuto per essere liberi, ma nel momento in cui lo scopo è raggiunto, difficilmente si sa mantenere.

Così è anche l’uomo che raggiunge la consapevolezza che Dio è amore e quindi libertà. Libertà di scegliere, ma sappiamo bene che una volta fatta la scelta, non puoi più avere mezze misure: si, va beh, però, per una volta, cosa vuoi che sia…..

E’ per questo che noi non vogliamo essere liberi di credere in Dio. Il suo insegnamento è troppo forte.

Guardo la mia vita, le mie scelte, i miei comportamenti e c’è una parte di me che è contenta. Mi reputo una persona con dei valori, delle convinzioni importanti. Ma quando smetto di essere ipocrita, mi chiedo perché non vado oltre. Perché non ho tolleranza, perché sbraito contro tutti o quasi, perché giudico? Perché non condivido le sofferenze degli altri. C’è qualcosa di profondo che mi frena.

Io in chiesa mi sento piccola e grande allo stesso tempo. So che quello è il posto dove non posso mentire con me stessa, perché chi mi guarda, non ha bisogno delle mie parole o dei miei pensieri per sapere chi sono. Ma sono contenta di volerci essere perché è anche il posto dove so di poter continuamente ricordare che posso diventare una persona migliore. E provarci fino in fondo mi lascia una speranza. Forse è ipocrisia, o forse è conoscenza, non so quale termine usare. Ma questo fa parte del giudizio dell’uomo.

E l’uomo fallisce.

Rispondi