Una vita a foglietti

Life

Non scrivevo da tanto qui, anche se ho pubblicato molto. E non è una contraddizione.

Ci sono momenti in cui scrivo tanto e altri in cui racconto tanto. La differenza dove sta? Apparentemente in nulla.

Quando scrivo parlo di me, dei miei sentimenti, dei miei incontri con la vita e delle riflessioni che mi costringe a fare.

Quando racconto descrivo quello che azioni esterne, come la musica, il ballo, provocano nella mia anima.

È diverso? Forse sì, forse no, non lo so e non me ne preoccupo. Forse la grande differenza è che per fare “una recensione” ho a portata di mano un quaderno e non perdo nulla di ciò che provo; corro dietro le emozioni, raggiungo posti nuovi e ritorno, il tutto senza distrarmi. Capita solo qualche volta, ma per comprare un biglietto di pedaggio; ci sono posti dove si paga per entrare, non si accede gratis.

Quando invece devo scrivere, ho da raccogliere un sacco di sensazioni, un sacco di emozioni, un sacco di rabbia e di dolore. Ma anche tanto amore, tanta felicità e allora sembra quasi che tutto quanto mi sommerga e viverle e raccontarle insieme diventa uno sforzo troppo grande. La soluzione è il mio cofanetto. Un cofanetto senza chiavi, senza pareti, ma da dove so che non scappa mai niente. Lì i pensieri si parcheggiano. Sono pazienti. Sgomitano, ma non litigano tra loro, rispettano una fila che forse non sarà quella giusta con cui saranno serviti, ma tutti, tutti sanno che avranno udienza e poi un posto. Questo mi rende tranquilla. Fanno parte di un giro, di un percorso che sto facendo e mi arrivano per farmi comprendere, per farmi andare avanti e non posso perderli.

Loro sono le mie indicazioni stradali, sono le frecce che mi portano dove devo andare. È un posto che non so dov’è, non so come sarà, ma so che mi aspetta e mi avvio con fiducia. Perché mi guidano cose positive, voglia di vivere, progetti e speranze e sono certa che non mi deluderà.

È la mia vita, e merita tutto il mio rispetto.

E oggi questo messaggio lo dedico a mio figlio che compie gli anni e a mia figlia che continua a contarli perché pure a lei sembrano già tanti. Cosa sono gli anni che compiamo? Sono la nostra storia già scritta, i primi gradini che abbiano salito per cercare di guardare la vita un po’ più dall’alto e che ci aprono man mano nuovi orizzonti. Peccato che oggi la nostra società ci faccia credere che se a quindici anni non siamo dei prodigi nello sport, nello studio, nello spettacolo, non saremo quasi più niente. Non è vero. Sono menzogne quelle che ci vendono; la soluzione è non cadere nella trappola per non rischiare di bruciare la qualità del tempo che viviamo. Tempo, tempo… beato tempo che spesso sprechiamo senza viverlo e poi lo malediciamo perché non ci basta. Siamo così strani noi essere umani.

Non è mai troppo tardi per realizzare un obiettivo. Io corro ancora dietro i sogni e sono “una vecchia”. Ognuno di noi rappresenta una vita, una storia e ciascuno dovrebbe ricordare che, proprio quella vita, merita, appunto, rispetto.

One thought on “Life

  1. casasenatore

    Bisogna attraversarlo e assaporarlo il tempo, non rincorrerlo.
    La fretta che ci impone il vivere moderno è illusione, è mania di protagonismo, sta a noi non inseguire le vite degli altri, non imitare, ma fare solo ciò che davvero ci rende felici.
    “dove corri tempo di sempre, che scompari e vivi, che sei subito eri”. Dai versi di una mia poesia.

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