Una vita a foglietti

“Lola and Friends 2019”, una bellissima serata a metà

Arrivare a Villa Guariglia a Raito, in una delle poche occasioni in cui vi si può accedere, fa un bell’effetto. Le porte ce le apre Lola D’Arienzo, per la sua serata del “Lola and Friends 2019”.

Il giardino è preparato con sedie bianche e sul palco si stanno riscaldando i giovani ballerini della Crown Ballet School di Luigi Ferrone , già Primo Ballerino del Real Teatro San Carlo di Napoli e Corona Paone, Etoile dello stesso.

Una bellissima arpa pure si mette in mostra e già fa immaginare dolcezze sotto forma di note.

Ci sono tanti degli amici di Lola qui ad aspettarla per accompagnarla in uno dei tantissimi viaggi che continua a fare e a preparare dall’immobilità del suo letto. Ma stasera è una delle occasioni per vederla qui, in mezzo a noi, a godere delle bellezze del canto e del ballo, la sua passione.

Eppure, questa serata avrà un inizio e un’interruzione. L’attesa per poter avere qui Lola con tutte le dovute precauzioni, ha ritardato l’inizio e la tregua che la serata aveva deciso di concedere non è durata abbastanza.

Dal momento in cui Pippo Pelo, storico speaker di Radio Kiss Kiss e l’attrice Stefania Benincaso, danno il benvenuto agli ospiti, alla stessa Lola, salutano tutti e devono andar via, passa davvero solo una manciata di minuti.

Il tempo di ammirare il rosso fuoco di una splendida Carmen, Martina Affaticato, poesie recitate e cantate, battute saluti e solidarietà, fino ad uno stoico passo a due di Roberto D’Urso e Ilaria Leone, bagnato dalla pioggia che ha chiuso anzitempo il tutto.

Ma ringraziamo lo stesso tutti coloro che c’erano e che non si sono esibiti oltre ai già citati artisti: Sofia Trapani, Pietro Sellitto, Lucia Tortora, Danilo Della Rocca, Gabriella Cerino, Assunta Caputo e il corpo di ballo del Real Teatro San Carlo di Napoli.

I lampi che avevamo visto solo in lontananza, che avevano creato una scenografia unica ed irripetibile, portano nuvole gonfie di pioggia e, senza riparo, non possiamo più restare.

Eppure tutta la serata ha avuto lo stesso la possibilità di regalare emozioni.

Prima di tutto la possibilità di fare nuove conoscenze che anche in poche ore si rivelano più che gradevoli, a sottolineare che le differenze non le fanno mai i diversi luoghi di origine, ma solo i valori che ci portiamo dentro.

E poi la natura, che ha sempre qualcosa da dire, ha sempre un messaggio da lasciare.

L’attesa, che poteva sembrare vana, ci ha permesso una passeggiata nel giardino della villa. Una breve lettura alla targa posta in memoria di Raffaele Guariglia e alle intenzioni di rendere accessibile la sua dimora ai salernitani, affinché ne godessero le bellezze e la custodissero nel tempo. Le innumerevoli bouganville, col loro colore così intenso, a testimoniare la forza della natura nel tempo, e poi un panorama.

Arrivare in quel punto dove dovresti guardare l’incontro tra il cielo e il mare e non vedere null’altro che un unico colore, diverso solo per piccole sfumature, che riconosci per dovere di conoscenza, per riccioli di nuvole dall’alto e un’immobilità del mare che contrasta con ciò che invece il cielo promette.

Un’intensità opaca, una barriera davanti agli occhi ma sfumata, come a dimostrare potenza ma duttilità, grande presenza ma non arroganza. Un’apertura sulla vastità che scopre l’anima, sfida vecchie ragnatele del cuore e che ti riporta a terra attraverso il primo piano di rami che sembrano filo spinato. Una prigione, una protezione? E dietro, la perdizione dell’immenso o la libertà dell’infinito?

È una serata che non c’è stata, una serata che ci ha regalato poco dello spettacolo promesso ma che ha saputo lo stesso mettere in scena una protagonista: la natura.

La sua forza, la sua presenza a volte rumorosa, ma spesso silenziosa; la sua capacità di decidere se accoglierti o scacciarti; il suo monito continuo: non sprecate attimi che andrebbero invece spesi per vivere.

Era la serata di Lola e stavolta il suo messaggio lo ha fatto raccontare ad un ospite speciale.

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