Una vita a foglietti

“Lola and Friends” completa il suo percorso al Teatro Verdi di Salerno

L’appuntamento con Lola and Friends quest’anno, ha avuto luogo due volte. Il primo a Villa Guariglia, https://wp.me/p402SI-L1, e poi l’8 di ottobre al Teatro Verdi di Salerno.

Ho inserito il link del vecchio articolo perché i protagonisti sono gli stessi e meritano di essere ricordati anche nel precedente appuntamento, perché non si sono arresi ad un primo compito accennato, ma lo hanno portato a termine fino in fondo, anche se con mesi di ritardo.

Sono sempre io ad andare ad assistere alle bellissime serata che Lola con i suoi amici sanno preparare, saluto le stesse amiche che non mancano mai a questi appuntamenti, mi accomodo nelle comodissime sedie del teatro, ma il mio posto è occupato anche da altro. È una premessa che faccio per chiedere scusa, perché gli occhi che hanno guardato sono gli stessi, ma il cuore che batteva in quella sedia era stato affogato nel fango. E non respirava.

Eppure…

Il saluto di Enzo De Caro, grazie a messaggi via web, arriva nonostante la sua assenza fisica. Mai mancare da Lola. La lettura di una poesia del suo papà apre la serata, che avrà, come detto gli stessi conduttori, gli stessi direttori artistici, gli stessi ospiti.

Non ho la capacità di seguire la specifica scaletta della serata, che è stata ritmata, fresca, senza nessuna pausa. E che Lola seguiva da dietro le quinte, senza farsi vedere ma guardando tutto. Una presenza, nascosta, ma forte, come sanno essere le persone che rendono l’anima più imponente di un qualsiasi corpo.

È stata una serata dove il ballo ha avuto una parte dominante. Tantissime coppie di giovani ballerini fantastici che hanno saputo raccontare in silenzio la forza delle emozioni. Che sono arrivate, che hanno provato a scalfire quella crosta di fango che ricopriva il mio cuore. Solo il mio. È stato quasi doloroso guardare, percepire in superficie tutte quelle emozioni che pretendevano di entrare e scoprire una corazza inusuale, sconosciuta che in parte le lasciava fuori. Ma gli occhi ammiravano quelle performance, e hanno avuto la forza di conservarne la bellezza. Un documentario girato solo per me con riprese rallentate che sto riguardando e riascoltando con calma. Perché meritano. Come l’esibizione di Danilo, che ha cantato La Cura di Battiato e a fine serata  A te di Jovanotti.

“Cura di te”, che bella frase, che bel pensiero. Un gesto che oggi mi fa piangere, finalmente, di nuovo, perché ho temuto che quel fango che si era rappreso sul cuore, potesse cancellare i miei sentimenti.

Scusa Lola se in questa pagina che doveva essere solo per te, sono entrata con un bagaglio troppo personale. Ma tu permetti questo ed altro.

Quando alla fine dello spettacolo sei rimasta al centro del palco in attesa che ti riportassero a casa, davvero hai dato il vero senso della serata, perché tu sei la protagonista della tua vita e di quella di tanti altri che hanno la fortuna di seguirti.

Tu che creato la festa di chi non balla e fa ballare, di chi non canta e fa cantare, di chi non scrive e fa leggere; di chi apparentemente non vive ma dà vita.

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