Una vita a foglietti

Marcello De Simone – Wagner, musica passione audacia

Aver letto queste pagine di storia passione e musica, mi ha lasciato un effetto tempesta. Una di quelle sensazioni che ti arrivano all’improvviso, ti colgono impreparato e che solo a poco a poco ti lasciano il tempo per riflettere sui “danni” che ha procurato.

Ovviamente danni positivi. Perché ci sono un sacco di sentimenti che cercano di emergere, ma nessuno prende il sopravvento. Sono troppi e tutti si ostacolano sulla linea di partenza.

Marcello de Simone è stato il mio vicino di casa per oltre venti anni, è stato il medico di famiglia per oltre un decennio, è stato testimone di tante cose nella mia vita e nonostante questo, la lettura di questo suo libro “Wagner”, mi ha forse finalmente svelato quel qualcosa di sfuggente che sempre mi colpiva quando lo incontravo.

Uno sguardo che andava oltre, che poteva sembrare distrazione, ed invece forse, era solo un animo un po’ costretto, un po’ forse prigioniero di un ruolo che, se pur svolto con dedizione e rispetto, aveva bisogno di altri sbocchi. Come la musica.

Per chi non conosce la musica così come un musicologo invece sa, e Marcello De Simone lo è, tante note “tecniche” potrebbero risultare forse aride. Ma vi posso assicurare che io, da incompetente, l’ho letto davvero in un fiato. Certo non sono molte pagine, ma è l’interesse, il modo di raccontare che lo hanno reso piacevole, intrigante.

Non perché si debbano necessariamente condividere le teorie esposte, non sono preparata per fare comparazioni, ma tendo ad accettare con fiducia la chiave di lettura fatta di questo famoso e discusso musicista, perché c’è dentro una tale passione che mi ha dato l’impressione di un amante che si rivela alla sua donna. Una confessione, l’origine della scoperta, il percorso della conoscenza, gli studi approfonditi per andare a contrastare quelle teorie che mettevano in così dura luce un uomo che aveva fatto della musica ragione di vita e non di sopravvivenza.

Strano esempio da seguire. Diremmo facilmente che oggi si bada più alle cose materiali che non all’Arte in sé, ma secoli fa non si era molto diversi. Il posto in società, la vita comoda, gli agi quotidiani erano già ben accetti. Uscire fuori da quegli schemi poteva sembrare davvero strano, e facilmente si attribuiscono etichette che poi diventano difficili da cancellare.

Marcello De Simone ha fatto questo percorso di conoscenza con Wagner. Partito dalle lacrime dell’emozione che si possono versare durante l’ascolto di una sinfonia, ha cercato in tutti i modi di arrivare, attraverso libri, viaggi e vibrazioni, ad un pensiero più generale, più profondo su quest’uomo che è stato l’inventore della “musica infinita”.

Pensieri brevi, direi essenziali, come a sottolineare che il superfluo non serve in quella musica che arriva diritta al cuore e che, troppo banalmente, si è cercato di sminuire, collocandola vicino a personaggi e comportamenti discutibili.

Grazie dottore, per queste pagine di ammirazione profonda, di conoscenza, di passione che ci ha regalato. Grazie soprattutto per aver svelato quel lato “emozionale”, che spesso, e aggiungo purtroppo, gli uomini tendono a coltivare molto più in privato.

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