Una vita a foglietti

Maschere

mascheraCava, 30/10/13

Ore 5.30. Vorrei dormire, mi sono girata più volte nel letto. Ho continuato a tenere gli occhi chiusi perché non volevo cedere. Ma non ce l’ho fatta. Quel tombino scoppiato fa salire troppa puzza. La nausea è troppa, devo alzarmi a vomitare parole perché non ce la faccio a trattenermi.

Avete mai avuto voglia di strappare via dal volto di qualche essere quella bella maschera che si appiccica al viso? Quei sorrisi ipocriti, quelle paroline gentili che scopri false come i soldi di Totò? Ecco, la puzza viene da lì sotto; deve essere imputridito ancora di più col tempo. E hai voglia di urlare a tutti quella falsità, quella cattiveria. Gente che parla bene e razzola male. Quanti ce ne sono! E io vorrei smascherarli, vorrei salire su un palco e gridare a tutti: - Non gli credete! Non fa buone azioni, non è una brava persona. -  Non lo è perché è nel momento del bisogno, alla resa dei conti che si pesano gli uomini.

Qualche anno fa una persona scrisse delle parole su come si cerca di approfittare dei deboli e degli indifesi. Io non le ho capite, o almeno, le avevo interpretate per il soggetto sbagliato. E sono stata punita. Giustamente. Perché tante volte quelli che chiamiamo affetti ci accecano. E allora faccio così. Invece che cominciare una giornata avvelenandomi, mi rileggo e vi racconto della pagina di un diario iniziato tanti anni fa, quando la vita era un’altra. Altrettanto piena di problemi, ma dove avevo già capito che l’unica cosa che devo ricordare, è la capacità di amare che ho che deve prendere sempre il sopravvento.

Cava 13/10/96

Domenica mattina. Siamo senza corrente e io ne approfitto per scrivere un pensiero che stanotte mi è venuto in mente.

Non attraversiamo un periodo particolarmente felice economicamente, e spesso prima di addormentarmi mi capita di sperare in qualche aiuto, in qualche colpo di “fortuna”. Eppure ieri, come già altre volte, ho pensato che la mia fortuna l’ho già avuta. E non sono frasi fatte. A parole non posso spiegare la gioia che nasce nel mio cuore quando vi vedo dormire tranquilli vicini a me. Camilla completamente abbracciata a me, Salvatore che ride nel sonno. Tutto qui. Semplici gesti che ti ricambiano di tutto. Io vi guardavo e mi rendevo conto di non poter chiedere nulla di più. I miei gioielli li ho avuti. L’unico desiderio è di poterli vivere per tutto il tempo che avrò, con tutte le gioie che la vita potrà dare loro. Finché a loro andrà tutto bene, tutto sarà un bene. Buona giornata miei adorati pestiferi bimbi.

Ora siete svegli ed è tutto un altro programma. Ciao mamma Paola

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