Una vita a foglietti

Mose, Expo… nomi diversi vergogne identiche

mazzetta-e-appaltiE’ da ieri che ne parliamo ma la rabbia non sfuma. Non se ne può più. Ma come e cosa ci libererà di questo marcio, questa pandemia di vergognosa coesistenza di ignobili personaggi che si aggirano nei posti di potere arricchendo il loro curriculum della magica parola “EX”. Perché sono sempre ex di qualcos’altro. Non mollano mai, non mollano niente. E sono sempre tutti innocenti.

Noi persone “terra terra”, come si dice a casa mia, ci facciamo domande adeguate al nostro livello. Ma tutti questi soldi che vengono rubati, tutti questi stipendi ricevuti impropriamente, tutte queste mazzette che hanno favorito appalti truccati degni della miglior mafia, tutta questa GENTE DI MERDA, ma dove va a finire? Avete mai pensato di sommare tutti i milioni di euro rubati da una parte all’altra dello Stivale, che hanno sbagliato autostrada e sono finiti nelle case o casse sbagliate? Confrontateli un po’ con le cifre che ci sbandierano sotto il naso tutti i giorni che mancano dalle casse dello Stato, che diventa nostro solo quando si tratta di riempirlo, perché a svuotarlo ci pensano loro, e vedrete che forse potremmo risanare qualche debito, potremmo salvare qualche azienda, potremmo creare qualche posto di lavoro, potremmo ridare un servizio sanitario, potremmo migliorare le ricchezze archeologiche, potremmo abbassare le tasse. Potremmo…

INVECE NON SI FA NIENTE!

Abbiamo liste di delinquenti che ci governano che, incuranti di quelli “terra terra”, continuano a rubare e anche a parlare. Ma scomparite, davvero: INCENERITEVI. Non so più cosa sperare per voi.

Ma oggi vorrei anche fare un altro appunto, che forse sembrerà più scemo del solito, ma mi voglio rivolgere alle loro famiglie: ma davvero tutti gli agi che vi portano a casa, vi ricompensano dello schifo che si deve provare per persone così ignobili? Come fate a sopportare di ingrassarvi, divertirvi, gozzovigliare, con i soldi NOSTRI. Non vostri, non guadagnati da voi, ma RUBATI A NOI. Siete colpevoli quanto loro. Un normale genitore si preoccupa di dare ai figli un buon esempio non un bel conto in banca creato sul sangue degli altri.

E’ la nostra vita che state vivendo, non quella che vi spetterebbe. Provate a pensarci ogni volta che andrete in vacanza, ogni volta che vi comprerete l’ultimo tipo di SUV o la Ferrari maculata. Se siete stronzi e incapaci di costruirvi un futuro da soli, perché solo papà vi può comprare un posto, riflettete: lo siete per davvero o vi ci hanno fatti diventare impedendovi di confrontarvi con le vostre capacità?

E voi dolci signore, siete disposte a passare anni vicino a persone così? Cosa vi aspettate, amore e comprensione, dolcezza e rispetto, cura della famiglia e sani principi da tramandare agli eredi? Sembra un pò stonata come canzone, ma sono affari vostri con chi e come dividete la vostra vita. Potreste solo pensare che se non siete d’accordo con questi insegnamenti,  potreste mandarli a quel paese voi che avete modo di vederli tutti i giorni; potreste chiedergli di svolgere quel lavoro che dovrebbe essere per la comunità in maniera più onesta. Non lo vogliono fare? Lasciateli. Se restate al vostro posto siete colpevoli quanto loro. E se pensate che anche essere “mogli di personaggi influenti” è un lavoro a tempo pieno, complimenti. A me sembra che somigli ad un altro mestiere, antico, il più antico del mondo.

2 commenti su “Mose, Expo… nomi diversi vergogne identiche

  1. Pasquale DIDOMENICO

    condivido la tua analisi, ma ho il dubbio che la nostra indignazione vale poco se non cambia il modo di pensare. Se continuiamo a far credere ai nostri ragazzi che si può avere tutto senza il minimo sforzo non arriveremo da nessuna parte. Bisogna iniziare dalla scuola materna e sperare che tra qualche generazione le cose possano cambiare. Continuiamo a sperare!

    1. Paola La Valle Autore

      Il messaggio voleva proprio partire da questo, come sempre nei miei sfoghi. La “rivoluzione” che deve scoppiare è nelle nostre coscienze. Fino a quando ci sentiremo giustificati “dal male comune”, non usciremo mai dal tunnel in cui ci siamo fatti intrappolare. Dipenderà da noi e dalla nostra buona volontà di dare esempi diversi. Ci speriamo sempre, ovviamente cominciando dal nostro “piccolo mondo”

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