Una vita a foglietti

Occhi che parlano, parole che feriscono

Cava 20/10/13

Il tuo sguardo mi perdonerà per quest’intrusione, ma la mia presunzione mi fa raccontare delle cose. Non violerò la tua privacy, non racconterò particolari, ma quegli occhi hanno detto qualcosa, che, ne sono convinta, non va disperso.

La morte ovviamente ci toglie tanto, e spesso chi ti sta intorno, dimentica questa condizione, perchè il tempo dovrebbe aiutare ad attenuare il dolore. Ma a volte, appunto in un attimo, in un battito di cuore, per qualche parola “sbagliata“, viene fuori quel rimpianto per ciò che non si è potuto vivere. E non solo a livello personale. Nei tuoi occhi ho visto la mancanza che hai vissuto nel non vedere la tua donna crescere tuo figlio. Quella dolcezza, tutte quelle qualità che sapevi che le appartenevano, e che lui non avrebbe conosciuto. Ti ho immaginato fermo a guardarli giocare e crescere insieme. Tutta quella vita che non hai conosciuto e che avevate  progettato di avere.

Questo fanno le parole, risvegliano l’anima. Se solo guardassimo nel suo specchio, potremmo scoprire tante cose.

E questo c’era per me, in quell’attimo, nei tuoi occhi.

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