Una vita a foglietti

Og Mandino, “Il dono dell’incantatore”

Sono abituata alle recensioni dei libri. Lo faccio per passione, per ricordare particolari riflessioni, a volte per impegno verso amici scrittori.

Per “Il dono dell’incantatore” di Og Mandino, perché lo faccio?

È un libro che è con me da un tempo lunghissimo; come ho già detto ad altri amici, ha ancora il prezzo il lire e questo racconta molto della sua età.

E forse proprio la mia storia con questo libro, può raccontare molto del suo contenuto. E non è presunzione la mia.

L’ho riletto adesso. CI vuole un giorno per farlo, per non dire che bastano poche ore se ci si dedica. Dentro ci ho trovato tutto quello che sto raccogliendo da 56 anni.

Piccole briciole di esperienze di vita, di rincorse, di domande, di sogni….

Chi è Pat? Chi è quell’Angelo? Abbiamo davvero bisogno di incontrarlo nella nostra vita, non può bastarci sentirne parlare per credere alla potenza di un cuore così grande? Perché Angelo è anche colui che ti guida a quelle parole, che ti pronuncia quelle parole.

Ma il problema, come è ben chiaro, non sono mai le parole che arrivano o i miracoli che vediamo compiere sotto i nostri occhi: il problema sono le nostre orecchie che non ascoltano e i nostri occhi che non hanno il coraggio di guardare.

Tutti abbiamo miracoli nelle nostre vite. A tutti arrivano messaggi e indicazioni che potrebbero portare su una strada diversa, di maggiore consapevolezza e coerenza, ma non siamo sempre pronti ad ascoltare. Non siamo abbastanza coraggiosi per iniziare una vita nuova, la NOSTRA vita.

Perché è quello il miracolo che non ci spiegano abbastanza presto e che poi, più passa il tempo, più facciamo fatica ad accettare: la vita è il nostro personale dono.

È la nostra opportunità per compiere un viaggio di conoscenza, di scoperta, di realizzazione. Un viaggio che ha a che fare molto con noi stessi, ma che prima possibile, deve darci il senso della grande responsabilità che abbiamo anche verso gli altri. Non per mortificarli o buttarli giù, ma per tendergli una mano e spiegare ciò che ancora non è chiaro ai loro occhi.

Si vive per crescere nel proprio cammino, ma non si vive solo per se stessi.

Tutelare i propri sogni è indispensabile, ma è bello sognare un bene comune.

Grazie incantatore, grazie Angelo, grazie Pat.

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