Una vita a foglietti

Orchestra coreana alle Corti dell’Arte

Orchestra okDa Vivimedia

Sabato 19 agosto si è tenuta a Cava de’ Tirreni la seconda serata del Festival delle Corti dell’Arte e questa volta siamo ospiti del Complesso di San Giovanni. All’arrivo trovo già quasi tutte le sedie per il pubblico occupate, nonostante l’inizio del campionato di calcio e il Napoli in contemporanea.

Ovviamente quelle dell’orchestra che si esibirà sono vuote. Ma di musica ce n’è già. Attraverso le porte trasparenti, decine di ragazzi, con personali tratti asiatici, provano i loro strumenti. Arrivano da lontano, Corea del Sud, ragazzi dagli 11 ai 20 anni che hanno percorso tantissimi chilometri per raggiungere la nostra provincia, dove hanno potuto perfezionare la loro arte e dove hanno mostrato quella che già hanno acquisito. Ieri sera infatti si sono esibiti a Sorrento, stamattina hanno studiato e questa sera sono di nuovo qui, pronti, per regalarci nuove emozioni.

Sono tutte informazioni che ci vengono da Eufemia Filoselli, storica presentatrice, collaboratrice, amica di questa manifestazione. È lei che ci dà il benvenuto, anche se subito si fa affiancare da Felice Cavaliere, direttore artistico della Rassegna. Le sue prime parole sono ovviamente per la musica, quella che non deve essere limitata a pochi eletti o a fasce d’età. La musica è per tutti, per tutti quelli che hanno voglia di conoscere un mondo che ti impone il grande dono dell’ascolto. In questo senso, le orchestre sono proprio l’esempio più calzante, perché non puoi distrarti dal suono di chi ti accompagna. La musica è per sempre, per ogni momento della vita.

Nel modo che hanno di parlarsi e guardarsi, Eufemia e Felice mostrano delle emozioni particolari. In loro ho sentito sempre  la professionalità e la capacità di trasferire la passione per quest’arte magica, ma in questi giorni c’è qualcosa di più. L’ombra di questo addio, questa chiusura delle Corti, che si dice ci dovrà essere ma che non vogliamo che ci sia, come testimoniano piccole parole che Eufemia pronuncia, riguardanti gli amici e collaboratori di sempre, che stanno ancora provando a tenere in vita questa bellezza che da trent’anni allieta e impreziosisce la nostra Cava.

Ma le parole non possono togliere troppo tempo alla musica, alla “letizia” che essa sa generare nei cuori di chi ascolta. Ed eccoli allora: i posti si riempiono di questi giovani artisti, silenziosi in maniera sorprendente,. Contrabassi e violoncelli aspettano i loro proprietari, i violini vengono portati a mano e in pochi minuti la Jecheon Youth Orchestra è pronta e a disposizione del maestro Massimiliano Carlini .

I pezzi scelti vanno da Mozart a Monti, da Vivaldi e Holst a pezzi di tradizione coreana. Tutti sono dedicati alle vittime dell’attentato di Barcellona.

Quando comincino a suonare, la prima cosa che colpisce è quel senso di gruppo, di intesa, di un’unica finalità. La musica racconta le sue storie o quelle che noi ci leggiamo: pezzi che sembrano tagliarti il cuore o altri che ti portano in luoghi e tempi diversi. O forse è solo quella magia unica che ti toglie da ogni luogo e ti lascia oltre la presenza del corpo, solo con la tua anima. Natura, interni di una camera, piazze di paese, il furore della battaglia: scegliete quello che volete, qui c’è tutto.

Passa più di un’ora ma le lancette dei nostri orologi sembra siano state ferme.

Il gran sorriso del Maestro ci rende la soddisfazione di un’esecuzione magnifica. Loro sono ancora tutti composti, rispondono ai nostri fragorosi applausi e relativa standing ovation, con colpi sulle gambe, o vicino ai lori strumenti, come a rendersi un personale omaggio per la riuscita performance. Ma con un’umiltà che fa rabbrividire.

Quando Eufemia torna, con l’interprete per i ragazzi, ha decisamente gli occhi lucidi, che raccontano tanto e ci lascia poche parole che dicono tutto: “…molte serate sono magiche, ma stasera c’è incantamento, ed è tutta un’altra cosa…”

Rispondi