Una vita a foglietti

Pagine da un diario

libroCava 5/10/2002

Ora c’è qui il mio mondo. Tanti libri, passare dai guai di Simona, al dolore di Timoteo, all’incontro tra Livio e Dorina. Quanta vita entra qui dentro? Mi fermo ad ascoltare Ligabue, chiudo gli occhi e quella chitarra, quella voce, mi passa dal cervello ai piedi fermandosi sul cuore. Sono arrivata con la pioggia, ora potrebbe esserci di tutto  là fuori. Non vedo, non sento. Niente altro al di là di ciò che voglio creare e invitare in questo mio regno. Ho aspettato che arrivasse una persona che so che mi dirà qualcosa sulla mia “Alba”. Ho provato ad immaginare i miei sentimenti. Quando gli ho dato quelle pagine, per due giorni mi sembrava di essere come impazzita e già di questo ero contenta. Era una pazzia positiva. Ora mi sembra di non avere più niente. Cosa potrebbe cambiare un giudizio positivo o negativo? Cosa mi darebbe di più della gioia che ho provato io nel fare quel “libro”? Credo di aver avuto da quei fogli già tanto, forse tutto. Nel bene e nel male. Forse cambierò  idea dopo aver saputo, chissà! Ma ora mi piace non essere delusa perché l’appuntamento mattutino è saltato, mi piace non avere ansia nell’attesa. So che è stato letto, un’opinione è stata formulata. Niente di me ora la cambierà. E io non sto aspettando. Forse divento grande.

Non ho idee, ma il rumore della penna sul foglio è troppo bello. Ma c’è un rumore? No, è la sensazione che arriva alle mie dita che mi fa compagnia, mi dà gioia. Forse copierò la pagina di un libro, probabilmente cercando di fare una  “bella copia”, come quando a scuola ti chiedevano di fare attenzione a tutto. Le vocali tonde, le orecchiette alle o, le elle con l’ombra, che dessero l’idea  della salita e della discesa. Era bello. Ti guardavi le pagine perfette, i voti altrettanto belli. Piccole soddisfazioni per una piccola bambina. Ora non ne ho più di questi compiti, non si usa più la bella copia. Peccato. Io la rifarei.

E’ arrivato Jovanotti: “Piove”. Canzone bellissima, la ascoltavo con Camilla. La canto. E devo anche andar via. Ciao.

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