Una vita a foglietti

Paola e Antonello

COPERTINA_

È una sera buia e luminosa. In un luogo poco frequentato una macchina ferma, quattro luci di posizione testimoniano la sua attesa per qualcuno o per qualcosa. Il paesaggio non è di quelli bucolici: un grande edificio disabitato che qualcuno ha cercato di abbellire con murales colorati, ma che a quest’ora della sera ha spento anche i suoi di colori. Su tutto prevale il buio: e la luce delle stelle.

Pochi minuti di immobilismo e poi l’altra macchina si affianca. Una manovra veloce, quasi brusca, ancora un motore che gira, ma dura poco. Allo sbattere delle portiere, quando ci si incontra, non c’è respiro che si possa sentire.

Siamo noi: Antonello ed io.

Non ci sono rumori né dentro né fuori di noi. Ci sono occhi che si guardano, ci sono sorrisi che partono dal profondo, da qualcosa che era un sogno, che si è trasformato in desiderio e che in quel preciso istante si materializzava nella concretezza di un oggetto: il nostro libro.

Un attimo è sempre un attimo da un punto di vista temporale, ma quando vai ad analizzarlo con il cuore si dilata in giorni, mesi, anni. Raccoglie come un’aspirapolvere tutto quello che si è portato dietro affinché si potesse realizzare proprio lì in quel preciso istante.

Non lo so quanto è durato prima che trovassimo la forza di abbracciarci e ridere, ridere, ridere. Due bambini adulti che si scoprivano uniti in un momento che nella memoria durerà per sempre. Per quello che ha rappresentato, per quello che ci ha regalato.

Da qualche parte Pasquale conserverà una foto, ma non so se dentro riuscirà a raccontare tutto quello che pure straripava dai nostri sorrisi.

Sorrisi ancora ingenui, di chi sa essere ancora felice per cose forse piccole, ma che raccolgono sogni.

E i sogni non vanno persi mai.

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