Una vita a foglietti

“Parole e numeri” di Salvatore Capasso

numeri e lettereQueste parole sono state scritte a matita su uno dei blocchi di scuola di mio figlio. Brillante studente di cose matematiche, (non giudizio di parte ma riconoscimento dei fatti), con la passione per la filosofia e l’arte. E dopo averle lette io cosa potevo farne? Pensieri grezzi e profondi, pepite da ripulire ma con la purezza del diamante,  che rivelano forse inconsapevolmente uno sguardo verso una “Parola” poco ascoltata, ma che davvero rende la conoscenza. Io le trovo così e me le conservo qui, perché lui è parte integrante di questa vita a foglietti che racconto. O meglio, che raccontiamo. 

Il numero è la perfetta sintetizzazione della natura. Cosa più di un numero distingue un uccello da un elefante, una montagna dal mare? Un numero per ogni aspetto, per le sfumature di ogni cosa. Tutto ciò che ci circonda in pochi, piccoli tratti. Cosa invece un semplice numero non può catalogare? Per quale tra infinite varietà del nostro universo, anche tutti i numeri del mondo non bastano neanche per un accenno?

È l’uomo. Siamo noi. Con la nostra complessità, la nostra pazzia, anche per il semplice fatto di porci questa domanda. Siamo speciali. Siamo unici. Variabile impazzita costruita sognando su un’impalcatura di fango. Fragili e onnipotenti. Onniscienti e contemporaneamente inconoscibili. In mezzo tra la sintesi perfetta e il caos totale, tra il numero e la parola. È qui il divario tra ciò che è uomo e ciò che non lo è: il mondo è numero, l’uomo è parola.

L’uomo è un concetto indefinito, sfumato, di cui puoi tracciare i contorni ma mai denotarne i particolari, come, illuminato da un fascio radente, con infinite angolazioni diverse che mostrano molteplici tratti, da comporre in un quadro riuscirebbe difficile persino a Raffaello.

Si conosca il numero dunque, e si conosca il mondo.

Si conosca la parola e si conosca, dunque, l’uomo!

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