Una vita a foglietti

Pensieri di mamma

maniUn giorno come tanti può cambiare. È sera, stai pensando di andare a casa, cena, soliti mestieri arretrati, e invece l’imprevisto. Arrivi con il tuo look metropolitano, cappellino alla maschiaccio, jeans che sembrano cadere a pezzi, ma “alla moda” e ridi. Ridi tanto, sai di essere riuscita a farci una grande, grandissima sorpresa. Cinque lunghi mesi di foto, messaggini, momenti duri ed altri belli, ma sempre lontane ed ora eccoti qui. Resto ferma, appoggiata alla porta, ti guardo e non realizzo tutto quello che significa. Baci e abbracci con tutti, tutti così allibiti. Poi ti stringo anch’io e ci sei veramente. Ed era venerdì…

Oggi è già mercoledì, ci siamo abbracciate di nuovo, ma questa volta con meno sorrisi, la tua “holiday” è già finita. I giorni passati ti sono serviti per salutare, rivedere, incontrare quante più persone possibili. I tuoi amici, i parenti e mi sono accorta che di questo poco tempo, pochissimo ne è rimasto per noi.

Eppure ci sono cose che ci siamo regalate lo stesso, che mi sono regalata. Mentre tu non lo sapevi, mentre non te accorgevi, ma forse speravi. Tarda notte, ti intrufoli nel letto e io ti aspettavo. Sei congelata, dici sempre che fa freddo in casa, anche se esci senza giubbino, ma questa è un’altra cosa. Ti prendo le mani, te le scaldo, ti stropiccio un po’ e ti tengo abbracciata. La sveglia suonerà presto, mancano solo poche ore e tu crolli subito. Mi sveglio ancora prima del tempo. Ti guardo mentre dormi con il faccino da “miciolla”: ti accarezzo tante volte, come non facevo da tempo, ma come ho fatto per tanto tempo. I capelli morbidi, lunghi come piacciono a te. Penso a quanto mi è dispiaciuto vederti così poco, ma poi mi consolo. Questo è il mio tempo con te adesso. Una mamma si prende gli attimi privati, quelli che non possono essere di nessun altro. Non è questione di quanto, è questione di come. Mi alzo, la sveglia non è ancora pronta, io sì. Comincio presto questo giorno che ti porterà di nuovo via, a conferma di qualcosa che è accaduto ormai da tanto e che non cambierà: hai la tua vita. Quando ti alzi credi che io sia arrabbiata, ma non è così. Solo mi manca il tempo di dirti ciò che penso, il treno non me lo concede, non avrebbe un occhio di riguardo per i miei pensieri.

Così ti accompagno in giro per casa, raccolta di ultime cose, valigia, documenti e sei di nuovo fuori dalla porta. Non esco fuori a guardarti, so che tu non ti sei girata a guardare ne sono certa. Non ci parleremo prima che tu abbia letto queste parole e mentre riderai commossa, come sto facendo io, ci saremo dette tutto quello che il tempo non ci ha permesso di sottolineare, ma che noi sappiamo perfettamente riconoscere. Lontane, vicine, non importa come, la cosa che è certa è che siamo sempre insieme.

Buon viaggio mia piccola grande donna metropolitana.

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